Economia
Il colloquio •
Nella Campania di Fico si apre un nuovo polo per i missili. "Incoerenza imbarazzante", dice Presutto (ex M5s)
Mentre Conte insiste sul no al riarmo, a Pomigliano d'Arco arriva il nuovo stabilimento Mbda, azienda che produce sistemi d'arma complessi e di difesa. Dal governatore 5s nessuna protesta: "Non ha potere politico. Sogno un partito guidato da Grillo, che sul riarmo sarebbe molto più pragmatico di Conte", dice l'ex parlamentare

Foto ANSA
Nella Campania a trazione Cinque stelle arriva un nuovo stabilimento all'avanguardia della difesa targato Mbda, partecipata da Leonardo e leader mondiale dei sistemi d’arma complessi. "Incoerenza imbarazzante", commenta al Foglio Vincenzo Presutto, commercialista napoletano, fino al 2022 senatore M5s e oggi nella frangia di ex cinque stelle orfani di Beppe Grillo. "Il vecchio M5s sul riarmo sarebbe stato flessibile e pragmatico", assicura l'ex parlamentare. Il paradosso di oggi è evidente: c'è un Movimento capeggiato da un leader, Giuseppe Conte, che dal palco dell'evento Nova dice "no al riarmo e no ai cantieri di guerra e arsenali pieni di armi", mentre nella regione guidata da un esponente storico dei 5s come Roberto Fico il 30 settembre a Pomigliano d’Arco (Napoli) si è tagliato il nastro a un polo tecnologico nuovo di zecca specializzato proprio per riempirli quegli arsenali. Il sito, che punta a raggiungere i mille addetti nell'arco dei prossimi cinque anni, si concentrerà sulle attività per la realizzazione di un sistema d’arma completo (Weapon Systems), lavorazioni ceramiche per i radome dei missili (la struttura protettiva delle antenne) e la produzione meccanica.
Dal governatore però nessun commento. "Sarà stato imbarazzato, non vorrei trovarmi nei suoi panni", scherza Presutto, che non si dice sorpreso dal fatto che l'ex presidente della Camera non abbia minimamente protestato contro il nuovo polo delle armi made in Campania. "Fico è politicamente impotente. Non ha agibilità politica rispetto a questa situazione, e avrebbe avuto problemi a opporsi visto le alleanze e i compromessi che ha fatto". Anche per questo forse, Fico non era all'inaugurazione dello stabilimento. Al suo posto c'era il suo numero due, il dem Mario Casillo. "Mbda rappresenta una realtà all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Realtà come questa evitano la fuga di tanti cervelli. Le aziende di difesa danno tante opportunità di crescita", ha detto. Al Foglio ha precisato inoltre che "bisogna sedersi e vedere se c'è la possibilità di creare una collaborazione per portare nel civile alcune tecnologie militari". Anche con il supporto economico da parte della regione? "Dopo aver parlato si valuta". Parole che potrebbero far storcere il naso a diversi esponenti del Pd, figuriamoci a quelli del M5s. Non a caso uno di loro, il parlamentare Dario Carotenuto sull'apertura del polo dei missili a Pomigliano ha commentato: "Mi piacerebbe una Campania a zero armi", ha detto al Corriere del Mezzogiorno. "Il no al riarmo è populismo becero. C'è la guerra in Ucraina, bisogna stare attenti alle pressioni anti-Europa che arrivano dalla Russia e dalla Cina", dice l'ex grillino. "Quindi qual è il modo migliore per difendersi? Diventare un po' più forti anche da un punto di vista militare". Il polo di Pomigliano, per Presutto, fa emergere "un'incoerenza imbarazzante" all'interno del partito, e forse anche per l'intera coalizione. "La sinistra, o la pseudo tale, sta lasciando campo libero a Meloni, che almeno è coerente, e proprio per questo vincerà ancora. Lo dico da persona non di destra".
Su X Gennaro Sangiuliano gongola: "A Roma Giuseppe Conte tuona contro le armi, in Campania Roberto Fico sostiene l’apertura di una fabbrica di missili. Bene Fico", scrive il consigliere campano. Mentre oltre il 90 per cento degli iscritti al M5s si è detto contrario sia al piano di riarmo europeo che all'aumento della spesa per la difesa: posizioni che dovranno avere il loro peso nel programma del campo largo. Se così non sarà, Conte ha già avvisato che tornerà a fare il professore all'università e che riaprirà uno studio legale. Presutto, ormai lontano da quel M5s, sogna di aprire la scheda elettorale e trovarci un nuovo partito guidato da Grillo. "Ma magari!", esclama al solo pensiero. "Prima di Conte c'era un dibattito vero all'interno, a livello territoriale e nazionale – ricorda l'ex senatore –. Oggi invece c'è una pseudoparticipazione democratica totalmente eterodiretta da Conte. Per questo un partito di Grillo sarebbe una manna dal cielo per tutti, e potrebbe essere liberale e anche pragmatico sul riarmo".