La proposta autonoma e riformista della Cisl per il postelezioni

Il sindacato di Fumarola adotta il suo "Libro verde per il Patto sociale": 120 idee per superare la polarizzazione politica. E si parla molto più di giovani che di pensioni 

22 SET 26
Ultimo aggiornamento: 09:16
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Mentre in questo periodo le forze politiche preparano i programmi per il 2027 con proposte clamorose per mobilitare gli elettori, c’è chi come la Cisl pensa al dopo con un progetto che cerca di affrontare i problemi di fondo del paese. Ieri il Comitato esecutivo della confederazione sindacale ha approvato all’unanimità il “Libro verde per il Patto sociale”, un documento di oltre 50 pagine, frutto della collaborazione tra sindacato ed esperti esterni. Il quadro è chiaro nella premessa: “L’Italia è a un bivio. Produttività e crescita deboli tengono ferme le retribuzioni, il declino demografico mette a rischio la capacità produttiva e la tenuta del welfare, i giovani e le donne restano una risorsa largamente inutilizzata. Nel frattempo rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, transizione ecologica e nuova globalizzazione stanno ridisegnando in profondità la società e il mercato del lavoro”.
Il tentativo è di alzare lo sguardo del dibattito pubblico da questioni di corto respiro alle sfide che riguardano il futuro prossimo. Ma il documento non è un elenco di rivendicazioni da far inserire nei programmi delle varie forze politiche, come accade generalmente a ridosso delle elezioni. “Non vogliamo consegnare al paese un documento chiuso, ma una piattaforma aperta al confronto. Una vera e propria agenda sociale che proponiamo al governo, alle controparti sociali, al dibattito ben poco stimolante di questi primi infuocati mesi di campagna elettorale”, ha spiegato la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola.
In sintesi, il Libro verde della Cisl è una piattaforma aperta, che però non vuol dire che sia indefinita. I contorni, abbastanza chiari, sono quelli di una proposta riformista. E, soprattutto, autonoma. Pertanto senza un diretto e riconoscibile riferimento partitico. Negli undici capitoli in cui sono suddivise le oltre 120 proposte, si possono distinguere nitidamente proposte che possono piacere al centrosinistra ma non al centrodestra e viceversa.
Sul tema della contrattazione collettiva la linea della Cisl – che riprende la posizione storica dei sindacati – è di contrarietà al “salario minimo” (che è una delle principali proposte del campo largo) e di rilancio della contrattazione decentrata facendo “evolvere l’assetto del 1993 con due livelli contrattuali di pari dignità” (che è più nelle corde del centrodestra). D’altro canto, la Cisl fa propria la “Start tax”: una proposta di Italia viva, poi condivisa da tutto il centrosinistra, che prevede una tassazione agevolata sull’Irpef per i giovani. Sul fronte delle politiche abitative, invece, la Cisl sostiene il Piano casa del governo Meloni, sebbene chiedendo maggiori risorse. Sul fronte dell’occupazione femminile e della natalità, le proposte sono più vicine alla sensibilità del Pd di Elly Schlein: congedo paritario e spostamento delle risorse dai bonus monetari al potenziamento dei servizi. Ci sono poi proposte evocate da tutti i partiti ma di difficile attuazione, come “mobilitare il risparmio delle famiglie” per fare investimenti in Italia. E altre di improbabile realizzazione, come la richiesta in Europa di una deroga al Patto di stabilità per gli investimenti nell’industria da aggiungere a quelli per la difesa e l’energia.
Una novità rilevante del Libro verde è il cambio di impostazione rispetto alla questione generazionale: si parla molto più di giovani che di pensioni. Quindi casa, welfare per le famiglie, fiscalità agevolata per i giovani, politiche attive per il lavoro, reddito/capitale di formazione personale. Sul fronte pensioni c’è invece una sostanziale adesione alla riforma Fornero, con delle richieste di correzione/flessibilità al margine. 
Né “Quote” né lo smantellamento di un pilastro del sistema previdenziale come l’adeguamento automatico dei requisiti all’aspettativa di vita, che invece fa parte dei programmi del campo largo e della Lega.
Il documento è il frutto di un percorso di elaborazione del “CisLab”, dove si sono confrontati esperti della galassia cislina e accademici o professionisti esterni (Maurizio Del Conte, Francesco Giorgino, Sonia Malaspina, Marco Marcatili, Tommaso Nannicini, Elena Prodi, Emmanuele Massagli, Aldo Carera, Massimiliano Valerii e Marco Lai). Il Libro verde della Cisl è, in sostanza, una manifestazione di autonomia del sindacato e un’offerta di dialogo alla politica e alla società. Ma la sua virtù è anche il suo limite. Arriva in una fase di forte polarizzazione tra destra e sinistra e quindi il rischio è che la proposta, anziché cadere nel mezzo, cada nel vuoto. La convinzione in Via Po è che, se non ora, dopo le elezioni chiunque sarà a Palazzo Chigi avrà bisogno di idee per affrontare i soliti problemi strutturali: in quel momento il Libro verde tornerà utile.