Edilizia popolare, il Pnrr non basta e il Piano casa ancora non è partito. Parla Buttieri (Federcasa)

Metà delle domande presentate per la riqualificazione energetica delle case popolari è senza coperture. "Servono nuovi fondi", dice il presidente degli enti che gestiscono gli alloggi. E sul bando di Invitalia per avviare i lavori e rendere assegnabili 60 mila case dice: "Secondo me uscirà a fine settembre"

12 SET 26
Immagine di Edilizia popolare, il Pnrr non basta e il Piano casa ancora non è partito. Parla Buttieri (Federcasa)
Giovedì il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha presentato i risultati della misura del Pnrr per la riqualificazione energetica delle case popolari: con 1,58 miliardi di euro saranno rinnovati circa 30 mila appartamenti. Ma c’è un problema: le domande valgono in realtà 3,3 miliardi, quindi metà del fabbisogno è rimasta senza risorse. La misura era nata nella legge di Bilancio per il 2025 con 1,381 miliardi stanziati, poi il decreto Infrastrutture ha aggiunto 200 milioni.
“Il governo quando varò la misura temeva per il tiraggio, non avendo dati certi sul numero di alloggi da riqualificare. Noi abbiamo sempre sostenuto che invece i lavori sarebbero stati di più – dice al Foglio Marco Buttieri, presidente di Federcasa, l’associazione che riunisce gli enti che gestiscono le case popolari –. Eravamo però consapevoli che il target era 1,381 miliardi, poi Foti ne ha portati 200 in più (dunque i quasi 1,6 miliardi attualmente coperti, ndr). Speriamo che si riesca ancora a integrare nuovi fondi”. E Buttieri spiega: “Tutte le domande sono già verificate, basta firmare i contratti e i lavori partono. Sono soldi spesi su un patrimonio pubblico, non sulle ville come con il Superbonus, ed è anche una misura sociale oltre che finanziaria. Infatti, per essere approvato, ogni progetto deve tagliare i consumi di almeno il 30 per cento, ma quasi tutti superano il 35. Si pensi dunque ai possibili risparmi per quelle famiglie”.
In conferenza stampa Foti si è detto aperto a cercare i fondi per le domande rimaste scoperte. E il presidente di Federcasa commenta: “Il ministro ha detto di voler aspettare il dato Istat sul deficit per capire se si ci sono ulteriori margini”. Ma per Federcasa i fondi possono essere trovati altrove: “Adesso scadrà la decima rata del Pnrr. Speriamo si recuperino dei fondi dalle misure che non hanno esaurito le risorse, proprio come hanno recuperato 200 milioni mesi fa. Oppure si potrebbe usare il Fondo sociale per il clima europeo, fatto proprio per il risparmio energetico”.
Il Piano casa, invece, approvato dal governo a maggio, non potrebbe finanziare i progetti esclusi: “I 970 milioni stanziati riguardano l’aumento degli alloggi – sostiene Buttieri –. Forse soltanto se una parte del Fondo sociale per il clima confluisse lì: ma dipende da come saranno destinati i fondi di coesione”. Ma a che punto è il Piano casa? “Noi stiamo seguendo soprattutto il recupero di 60 mila alloggi popolari vuoti perché non assegnabili. I ‘100 mila alloggi in dieci anni’ riguardano più il privato. Ma il bando di Invitalia per la ristrutturazione degli immobili è imminente: secondo me uscirà a fine settembre”. Poi il presidente di Federcasa conclude: “Devono ancora convocarci per illustrarci i requisiti e le regole. Il quadro generale, però, è chiaro: i 970 milioni saranno ripartiti tra le regioni e poi, al loro interno, enti casa e comuni entreranno in graduatoria. Il principio dovrebbe essere quello di finanziare prima i territori dove la domanda è maggiore e le liste d’attesa sono più lunghe”.