I peccati su Ilva sono anche del Pd

I dem chiedono al governo di togliere il dossier a Urso, con 4 anni di ritardo
8 SET 26
Ultimo aggiornamento: 08:47
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Foto Ansa

Domenica sera Elly Schlein alla festa regionale del Pd Puglia a Martina Franca, in provincia di Taranto, di fronte al licenziamento di 2.500 lavoratori, ha chiesto ufficialmente al premier Meloni di togliere il dossier Ilva dalle mani di Urso “che ha già ampiamente dimostrato di non saperlo gestire”. Da queste pagine con Luciano Capone e Annarita Di Giorgio lo avevamo chiesto già 4 anni fa, proprio all’inizio del governo, sin da quando il ministro decise di cacciare ArcelorMittal. L’azienda andò in insolvenza perché Invitalia (sollecitata dal ministro) decise di non procedere all’aumento di capitale come previsto dall’accordo firmato sotto il governo Conte, e a quel punto si aprì la terza amministrazione straordinaria.
Mentre una parte del governo, guidata dall’allora ministro Fitto, provava ancora a trattare con il colosso mondiale che aveva acquisito Ilva per 4 miliardi, Urso remava in un’altra direzione. E solo per averlo scritto, il capo del Made in Italy ci mandò una richiesta di risarcimento da mezzo milione accusandoci di voler “impedire che il ministero ottenesse il consenso in sede di governo” per il suo piano industriale sull’Ilva. Nessuno a sinistra condannò l’azione del ministro, neppure in nome della tanto democratica libertà di stampa. Alla fine Urso ebbe la meglio e dalla sua si schierò anche l’opposizione. In particolare il Pd e i sindacati. Tutti felici di poter mandare via ArcelorMittal, che rispetto alla gestione commissariale (pubblica) aveva chiuso i rubinetti a tutti. Nonostante gli investimenti fatti per il risanamento ambientale, mandando via vecchi quadri e ditte. Che puntualmente rientrarono con i commissari. Era la linea di Emiliano sostenuta da Francesco Boccia, Antonio Misiani e mezzo Pd. Oggi il segretario Schlein vuole togliere Ilva a Urso. Se avessero combattuto per farlo nel 2023, oggi Ilva sarebbe salva. Insieme a 20 mila lavoratori e all’acciaio italiano.