Scossone globale ai debiti sovrani

I timori d’inflazione scatenano la vendita di titoli di stato. Governi in allerta

2 SET 26
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Il Segretario del Tesoro Scott Bessent alla riunione dei ministri delle Finanze del G20 ad Asheville, Carolina del Nord (LaPresse)

Le persistenti incertezze in Medioriente e i timori per la crescita dell’inflazione hanno provocato uno di quegli scossoni al debito globale che forse neanche Scott Bessent si aspettava. L’altro ieri, il segretario al Tesoro Usa ha lamentato che il mondo è “sommerso dal debito” spingendo il ministro Giancarlo Giorgetti a precisare che il debito italiano “non è più un problema”. Bessent non ha neanche finito di indicare la sua ricetta per uscirne (“l’unico modo è crescere”) che nella notte di ieri sui mercati globali si è innescato il classico “sell off”dei titoli di stato, vale a dire una vendita massiccia, perché gli investitori hanno cominciato a prezzare il costo dell’inflazione sui propri rendimenti, chiedendono di più elevati. Altrimenti svuotano i portafogli. Secondo gli analisti, i rendimenti delle obbligazioni sovrane sono tornati ai livelli più alti dal 2008 spinti dall’aumento del prezzo del petrolio, che suscita timori sull’inflazione e innesca aspettative sul rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Tassi più elevati fanno lievitare automaticamente il costo del debito per i governi. D’altronde, se persino il presidente della Fed scelto da Trump, Kevin Warsh, sta valutando se aumentare i tassiallora c’è da preoccuparsi. Così ieri dal Giappone agli Stati Uniti, dall’Eurozona al Regno Unito, i mercati del debito pubblico hanno cominciato a ribollire con i Treasury americani a 10 anni che hanno raggiunto il 4,78 per cento, livello che non si vedeva da gennaio 2025. Tecnicamente, i mercati stanno scontando il percorso di rialzo dei tassi che si attende sulle due sponde dell’Atlantico, da un punto di vista più pratico esprimono preoccupazione sulla capacità dei governi di ripagare il debito a costi crescenti in una fase in cui le esigenze fiscali aumentano (sanità e sicurezza, per esempio). Come faranno a finanziarsi? Tassare gli extraprofitti di banche e operatori energetici è una delle soluzioni che in Europa sta prendendo piede, ma non è esente da controindicazioni sul lato degli investimenti.