Economia
caro carburanti •
Il governo prorogherà ancora lo sconto sulle accise sul gasolio
Domani un Cdm estenderà i 17 centesimi in scadenza. Ma solo per pochi giorni: serve tempo per preparare una misura rivolta ai redditi più bassi. Ogni proroga costa circa dieci milioni al giorno. La presidenza Ue: "Discuteremo della tassazione degli extra-profitti"

Foto Cecilia Fabiano /LaPresse
Alla vigilia della scadenza il governo si è riunito in videocollegamento. Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti hanno fatto il punto sul caro carburanti. La decisione: domani un nuovo Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare di qualche giorno le misure già in vigore, per guadagnare il tempo necessario a mettere a punto un provvedimento più mirato. Quella che scade domani sarà dunque una proroga tecnica.
Il rinnovo dello sconto sulle accise, domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, durerà "alcuni giorni, fino a settembre", ha anticipato il vicepremier Matteo Salvini a margine del Meeting di Rimini. "Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso e, quindi, servono soldi". L'obiettivo dichiarato dal governo è un intervento concentrato sulle fasce di reddito più esposte, così da rendere il sostegno più selettivo. Finora lo schema è stato orizzontale: 17 centesimi al litro sul gasolio, 14 di accisa e 3 di Iva, introdotti con il decreto di fine luglio, prorogati dal Cdm del 4 agosto fino al 25 con 245 milioni raschiati dai bilanci dei ministeri – “abbiamo tagliato un po' di spese ai ministeri, non erano molto contenti”, aveva ammesso Giorgetti – e allungati fino al 26 dal decreto firmato il 20 agosto, che recupera l'extragettito Iva attraverso il meccanismo delle accise mobili. Il conto corre: circa dieci milioni al giorno, con un totale di oltre due miliardi spesi da marzo a oggi.
Nel frattempo i prezzi continuano a salire. Secondo l'Osservatorio del Mimit, oggi sulla rete stradale la verde viaggia a 2,015 euro al litro e il gasolio a 2,136. Il Codacons segnala punte oltre 3,1 euro per il diesel servito sulla A22. Il Brent resta sopra i 90 dollari al barile, sospinto dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz, e la filiera scarica a valle con la consueta asimmetria: rapidissima quando il greggio sale, lentissima quando scende.
Le opposizioni battono sul tasto delle coperture. “Basta soluzioni-tampone”, ha detto ieri Elly Schlein, chiedendo di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. Una richiesta che il governo ha intanto spostato a Bruxelles, firmando con Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna una lettera sulla possibilità di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere a livello comunitario. La presidenza di turno irlandese fa sapere che il vicepremier e ministro delle Finanze di Dublino “discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per portare avanti le questioni sollevate nella loro lettera”. Nessuna data e nessun impegno, per il momento: “I governi di tutta Europa sono giustamente attenti agli sviluppi nei mercati dell'energia e al loro impatto su famiglie e imprese”, si limita a osservare il portavoce.