Economia
Editoriali •
La Bce si prepara alla stretta a settembre
Il capo economista Philip Lane avverte: "Inflazione al 3% per il resto dell'anno". E su El Niño e gli eventi meteorologici: “Nel 2027 l’inflazione alimentare guiderà l’indice complessivo”
19 AGO 26

Secondo il capo economista della Bce, Philip Lane, l’inflazione dell’area euro è destinata a rimanere nel prossimo periodo sopra il target del 2 per cento. “Direi che per il resto dell’anno ci si aspetta probabilmente che l’inflazione si mantenga intorno a questo livello del 3 per cento”, ha detto ieri alla radio irlandese Rte, commentando le dinamiche macroeconomiche sulla base delle quali, il 10 settembre, il Consiglio direttivo della Banca centrale sarà chiamato a prendere una decisione sui tassi d’interesse. “Ma molto dipende dal fatto che si arrivi a una soluzione della crisi nel medio oriente. E’ una situazione davvero incerta. Non siamo al 10 per cento del 2022, ma siamo comunque sopra al nostro obiettivo” ha continuato Lane. La scelta più probabile, secondo i mercati, dovrebbe essere quella di un rialzo dopo che a luglio, con l’inflazione dell’Eurozona salita al 2,9 per cento e a seguito del rialzo di giugno (il primo da settembre 2023), la Bce aveva lasciato i tassi invariati. Oggi intanto Eurostat pubblicherà i dati definitivi sull’inflazione di luglio.
Lane ha poi parlato del rischio successivo: “Riteniamo che l’inflazione alimentare sarà uno dei fattori che guideranno l’indice complessivo nel corso del prossimo anno”. L’inflazione alimentare oggi è relativamente contenuta, all’1,2 per cento. Ma eventi meteorologici come El Niño rappresentano una variabile economica rilevante secondo il capo economista: “Prevedibilmente porteranno a ulteriori pressioni al rialzo” rispetto all’inflazione, con “effetti maggiormente visibili nell’estate del 2027”. In ogni caso, come ha detto la presidente Christine Lagarde dal Forum di Sintra, i mercati dovranno farsi i calcoli da soli dato che la Bce ha ufficialmente abbandonato la “forward guidance”. Così sulla prossima mossa Lane non si è sbilanciato ma ha comunque difeso il rialzo di giugno: “Si tratterebbe di una falsa economia se evitassimo la stretta sui tassi per l’impatto che ciò ha sui mutui”. Perché il conto arriverebbe comunque, ma sotto forma di un’inflazione “troppo alta troppo a lungo”.