"Bagnai all'Antitrust? Non ha alcuna competenza, è merito di partito". La stoccata di Boeri

Il responsabile economico della Lega entra per sette anni nel collegio dell'Agcm. Per l'economista ed ex presidente dell'Inps è un modo per allungare la durata di questo governo: "Questa maggioranza lascerà una classe dirigente che risponde agli ordini di scuderia. Un fardello per tutti noi"

7 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:04
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La nomina di martedì di Alberto Bagnai a componente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per un mandato di sette anni ha suscitato diverse polemiche. Per Tito Boeri, professore di economia presso l’Università Bocconi e già presidente dell'Inps, la scelta va letta dentro una cornice ben più ampia: "Questa maggioranza di governo a fine legislatura avrà operato qualcosa come 2.500 nomine dirette o indirette, quasi due al giorno, ispirate per lo più da 'merito di partito'” dice l’economista. Che continua: “Quella di Bagnai è l'ultima della serie. Bagnai non ha alcuna competenza sulle materie che dovrà affrontare.  E nella sua attività politica si è strenuamente battuto contro le gare nelle concessioni balneari. Qualunque sia l'esito delle elezioni, questa maggioranza ci lascerà in eredità una classe dirigente che risponde agli ordini di scuderia anziché farsi carico dei compiti istituzionali che le sono stati affidati. Un modo per allungare la durata di questo governo. Un fardello per tutti noi".
Le critiche sulla nomina di Bagnai infatti riguardano soprattutto il legame con la politica e il diritto Ue. L'Antitrust applica direttamente gli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell'Ue dentro la rete europea delle autorità di concorrenza, mentre la Direttiva Ue Ecn+ recepita nel 2021 impone che i suoi membri operino "in modo indipendente da ingerenze politiche" e senza accettare istruzioni dal governo. Un vincolo che ora ricade su Bagnai, dirigente e responsabile economico della Lega, partito di maggioranza, ma non più deputato, dato che per entrare nel collegio dell’Agcm deve lasciare il suo seggio alla Camera (la legge vieta ai membri dell'Autorità ogni altro ufficio pubblico).