Economia
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Il sistema di "fiera diffusa" che serve al paese
Il presidente della Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, rilancia la necessità di unire le grandi manifestazioni italiane per competere sui mercati internazionali. Dopo gli accordi con Parma e Bologna, prende forma un'alleanza con Verona: l'obiettivo è trasformare il Made in Italy fieristico in un vero sistema nazionale

“Nei primi anni 2000 ero assessore nella giunta Albertini, mi trovavo a New York per una missione istituzionale. Ci ricevette l’allora sindaco Giuliani che ci ricordò di avere già incontrato prima la delegazione della Regione Lombardia poi quella della Provincia di Milano: sono passati tanti anni, quell’episodio mi è rimasto sul gozzo”. Un aneddoto che spiega meglio di tanti studi come si muovono le istituzioni italiane all’estero in ordine rigorosamente sparso e che – come ha spiegato Giovanni Bozzetti facendo il punto di un anno alla guida della Fondazione Fiera di Milano – il nostro paese non può più permettersi. E tanto meno può farlo una realtà come quella fieristica che vanta una tradizione secolare ma è frenata da un campanilismo da superare in fretta se si vuole competere con la Germania che può contare su un settore tre volte più grande del nostro. La risposta non può che essere nel fare sistema, come sanno fare i nostri concorrenti stranieri, e Milano - la prima fiera italiana con 4,5 milioni di visitatori con alcune eccellenze internazionali come il design e l’artigianato - si candida a capofila del made in Italy fieristico. Il compito è impegnativo ma non siamo all’anno zero, è di tre anni la sigla dell’accordo tra la milanese Tuttofood e la parmense Cibus che ha segnato l’agroalimentare, poi è arrivata la sinergia sempre di Milano con Bologna sui profumi e adesso si profila una ancora più importante tra Milano e Verona, la capitale del vino, per affrontare con maggiore smalto i mercati stranieri più ostici, a cominciare da quello tedesco.
La strada è segnata ma non basta. Secondo Bozzetti bisogna ragionare in termini di sistema, meglio ancora di “fiera diffusa” per cui la programmazione dev’essere condivisa. Un esempio riguarda l’edilizia in cui esistono tre storiche esposizioni a Milano, Bologna e Verona: se si riesce a metterle in fila nel calendario c’è la possibilità che i buyer le possano visitare tutte, cosa difficile se invece vengono fissate a distanza di mesi l’una dall’altra. In questo modo, con un semplice raccordo di date, si riesce a triplicare il valore. Poi occorre allargare il campo, coinvolgere altri settori che fanno cultura e promuovono il made in Italy: tra il 16 e il 21 ottobre Milano ospiterà il CES Unveiled Milan, la tappa ufficiale europea di “Road to CES”, il principale evento fieristico mondiale per l'innovazione tecnologica promosso dalla Consumer Technology Association (CTA), che si svolge ogni anno a Las Vegas. Il presidente della Fondazione ha voluto che la manifestazione uscisse dall’alveo dei padiglioni fieristici e si estendesse nella città. Un’operazione che ha coinvolto Regione, Comune, Camera di Commercio, Confcommercio, Assolombarda, Anitec-Assinform: anche questo un esempio di come si deve fare sistema.
Passando in rassegna il lavoro svolto in questi primi 12 mesi Bozzetti ha fatto il punto su tre importanti progetti. In primo luogo la nuova sede della Rai, con 12 centri di produzione su 65 mila metriquadrati e il 70 per cento costruito con materiali riciclabili, che verrà consegnato nell’ottobre del 2028. Poi il Live Dome dove sono partiti i lavori per la torre scenica: diventerà la più grande venue per eventi sportivi, congressuali e soprattutto canori d’Europa per capienza, capace di arrivare sino a 45 mila spettatori portando l’Italia nel circuito dei grandi eventi musicali anche d’inverno e non solo d’estate. Infine la Fiera Ice Arena, “l’unica, e lo dico senza timore di smentita, legacy olimpica materiale di Milano, ovviamente dal punto di vista sportivo. Ridiamo una casa del ghiaccio ai milanesi e ridiamo una casa alla squadra di hockey di Milano che si è costituita, Hockey Club Milano”. La Fondazione sarà proprietaria di questa società al 25 per cento, mentre la Federazione Italiana Sport su Ghiaccio al 75 per cento. La struttura avrà 4.000 posti, l’inaugurazione è prevista per il 9 ottobre.