La Bce lascia invariati i tassi d'interesse. Lagarde: "Non vi libererete di me prima del 2027"

Il tasso sui depositi resta al 2,25 per cento, il rifinanziamento principale al 2,40 e il marginale al 2,65

23 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 13:25
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Oggi il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha deciso di lasciare invariati i tre tassi di riferimento: quello sui depositi resta al 2,25 per cento, il rifinanziamento principale al 2,40 e il marginale al 2,65. Una pausa già prezzata dai mercati e che segue il rialzo da 25 punti base."È stata una decisione unanime, ma voglio precisare che alcuni governatori si sono chiesti se non dovessimo prendere in considerazione un rialzo, in altre parole aumentare i tre tassi di interesse in questa riunione", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde rispondendo alle domande della stampa. "Abbiamo esaminato a fondo i dati e gli sviluppi attuali e abbiamo deciso tutti all’unanimità di essere posizionati adeguatamente per attendere e osservare con grande attenzione l’evoluzione della situazione e i dati che riceveremo nelle prossime settimane". Prima della riunione di settembre, la Bce riceverà due dati mensili sull’inflazione, il Pil trimestrale, due rilevazioni sulle aspettative dei consumatori, un dato sui redditi per occupato e due indici Pmi. 
"Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027", quando scadrà il mandato. Così Lagarde ha risposto a chi gli ha chiesto di una sua uscita anticipata, possibilità che sembrava aver suggerito nelle scorse settimane la stessa Lagarde nell'ambito della campagna delle presidenziali francese che comunque si svolgerà nel 2027. "Potete speculare e scrivere tutto ciò che volete. Non penso che sia particolarmente interessante o importante. Quello che conta è applicare la giusta politica monetaria per assicurare la stabilità dei prezzi", ha concluso.
A giugno l’inflazione dell’Eurozona è scesa al 2,8 per cento dal 3,2 di maggio, ma la tregua saltata a inizio luglio e la ripresa del conflitto nel Golfo, insieme agli attacchi registrati ieri nel Mar Rosso da parte degli Houthi contro delle navi cargo saudite, hanno riportato il Brent a oltre 94 dollari al barile: quasi il 30 per cento in più rispetto a inizio mese. Cosí i rischi per l’inflazione sono tornati a salire.