Trump vende l’anticipo sui mercati

Il presidente monetizzerà su Truth Social ciò che lui stesso decide quando e come diffondere: le indicazioni di mercato

17 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:36
Immagine di Trump vende l’anticipo sui mercati
Dal primo agosto si potrà pagare per leggere qualche millisecondo prima degli altri i post che il presidente Donald Trump pubblica sulla sua piattaforma Truth social. Lo ha annunciato giovedì la stessa Trump Media & Technology Group, la società del presidente che controlla Truth Social, e il servizio si chiamerà “Truth Api”, mentre le tariffe restano ancora ignote. Su Truth Social Trump annuncia le sue decisioni, promuove le azioni di alcune aziende, o suggerisce quando comprare. E quei post muovono i mercati.
Per esempio, nell’aprile 2025, quattro ore prima di sospendere per 90 giorni i dazi che avevano fatto crollare le borse, Trump scrisse che era “un ottimo momento per comprare”: l’indice S&P 500 chiuse in rialzo del 9,5 per cento. Quest’anno è stato il turno della guerra con l’Iran e il gioco degli annunci si è spostato sulla compravendita di petrolio. Per chi fa trading ai massimi livelli, i cosiddetti istituzionali, pochi millisecondi di vantaggio possono voler dire guadagni ingenti. L’asimmetria che si creerà quando solo alcuni riceveranno in anticipo le indicazioni dell’uomo più potente del mondo è evidente, ma l’azienda non ne fa mistero: “I mercati si muovono già sui post di Truth Social”, ha detto l’amministratore delegato ad interim Kevin McGurn, promettendo agli azionisti “una fonte di ricavi duratura”.
Appena uscita la notizia è partita una raffica di critiche, dal senatore democratico Richard Blumenthal che ha parlato di “corruzione lampante” al governatore della California Gavin Newsom. Perché il problema non è il cosa, o il come, ma chi pubblica quelle informazioni. Vendere una pista preferenziale ai propri dati è pratica comune, lo fanno anche le piattaforme concorrenti, ma la Sec (la Consob americana) dal 2000 ha imposto alle società quotate la Regulation fair disclosure, che vieta di comunicare selettivamente informazioni rilevanti ad altri operatori finanziari, e che però non si applica al presidente. Risultato: una società posseduta da Trump monetizzerà le comunicazioni che Trump decide quando e come diffondere.