Economia
fase decisiva •
L’ok di Bankitalia a Poste-Tim. Ora tocca alla Consob
Il via libera non certifica la bontà industriale dell’operazione, significa soltanto che Poste possiede i requisiti per assumere quel controllo indiretto. Ma, rimosso l’ostacolo, l’Opas può partire davvero
15 LUG 26

Foto Ansa
La scalata di Poste a TIM entra nella fase decisiva. La Banca d’Italia ha autorizzato l’acquisizione indiretta della partecipazione di TIM in TIMFin, la finanziaria del gruppo. Era un passaggio obbligato: chi conquista TIM finisce per controllare anche un intermediario sottoposto alla vigilanza bancaria. Il via libera non certifica la bontà industriale dell’operazione e non dice se il prezzo sia conveniente per gli azionisti. Significa soltanto che Poste possiede i requisiti per assumere quel controllo indiretto. Ma, rimosso l’ostacolo, l’Opas può partire davvero.
Ora tocca alla Consob, che dovrà approvare il documento d’offerta entro dieci giorni. Poi si aprirà il periodo di adesione e gli azionisti TIM dovranno decidere se consegnare i titoli. La partita si sposta così dalle autorità al mercato. Poste dovrà raccogliere adesioni sufficienti (66,67 per cento) per ottenere un controllo stabile e, se i numeri lo permetteranno, puntare al delisting. Molto dipenderà dalle scelte dei grandi soci e dall’eventuale richiesta di migliorare l’offerta. Anche il rinvio dell’aggiornamento strategico del 24 luglio va letto così. Poste presenterà i conti semestrali, ma eviterà di descrivere un piano industriale che potrebbe cambiare nel giro di poche settimane. Prima deve sapere se TIM entrerà davvero nel gruppo. Le prossime mosse sono tre: via libera Consob, apertura dell’offerta e conteggio delle adesioni.