Secondo l’Iea, i consumi di petrolio caleranno, ma l’inizio del declino è lontano

L’Agenzia internazionale per l’energia stima che nel 2026 potrebbe esserci una flessione dei consumi pari a circa un milione di barili al giorno su un consumo totale che nel 2025 si è collocato ampiamente sopra i 100 milioni di barili al giorno. Si tratta quindi di meno dell’1 per cento

10 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:37
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Foto Ansa

Mentre i dati pubblicati dall’Energy Institute relativi al consuntivo del 2025 per quanto riguarda le fonti energetiche che hanno garantito la produzione di quell’anno mostrano un ulteriore picco nei consumi di gas, petrolio e carbone, l’IEA, l’Agenzia internazionale per l’energia, stima che nel 2026, per la prima volta dopo molti anni (l’ultima riduzione risale all’epoca del Covid), il petrolio potrebbe conoscere una flessione dei consumi pari a circa un milione di barili al giorno, su un consumo totale che nel 2025 si è collocato ampiamente sopra i 100 milioni di barili al giorno. Si tratta quindi di meno dell’1 per cento. Una previsione con un deciso margine di incertezza, ma su cui pesa la situazione che si è determinata nello Stretto di Hormuz, che ha portato a razionamenti e riduzioni in varie parti del mondo, a cominciare dai paesi meno ricchi, con conseguenze sui livelli della loro crescita economica. E che rimane completamente incerta.
Occorre poi ricordare che, seppur con diverse violazioni, vige l’embargo sui prodotti petroliferi russi e su quelli iraniani, dopo la ripresa degli scontri tra Usa e Iran. E’ difficile quindi dire se si tratti di una tendenza o di un fatto congiunturale. Quel che è certo è che la disponibilità di petrolio nel mondo è tutt’altro che scarsa e che un eventuale picco raggiunto nei consumi non corrisponde, come si preconizzava negli anni ’70, all’esaurimento delle riserve. Tutt’altro, visto che l’OPEC anche recentemente ha aumentato la sua offerta e la produzione degli Usa, anche grazie a qualche aumento dei prezzi, rimane sostenuta. Dal 1970 ad oggi, invece, i consumi di petrolio sono più che raddoppiati, passando da meno di 50 milioni di barili al giorno a più di 100. Poi anche il petrolio, come tutte le cose del mondo, conoscerà prima o poi l’inizio di un declino, con l’emergere e la diffusione di tecnologie che potranno farne a meno. Ma prima che il “re petrolio” possa conoscere un declino consistente dovrà passare ancora un bel lasso di tempo. A meno che non emergano salti tecnologici veramente rivoluzionari.