Economia
L'intervento •
Eolico, ipocrisie e Umbria. Ci scrive l'assessore all'ambiente e all'energia della Regione
"I dati smentiscono radicalmente la narrazione di una regione immobile", dice Thomas De Luca: "In un anno e mezzo di governo abbiamo stanziato oltre 40 milioni per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica. Respingiamo quindi con i fatti la logica del 'Nimby'"
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Foto ANSA
Al direttore - Oltre 800 MWp di progetti di impianti Fer sull’Umbria sono fermi in sede di istruttoria al Mase, alcuni anche da anni. L’unico rallentamento al raggiungimento degli obiettivi è quindi a Roma e non a Perugia ed è del tutto scorretto dire che l’Umbria frena le rinnovabili, come sostenuto dal presidente di Legambiente nell'intervista pubblicata ieri sul Foglio. L’Umbria governa il territorio e pianifica. Il caos normativo introdotto dal D.lgs. n°175/2025 promosso dal governo rappresenta oggi il vero ostacolo allo sviluppo delle rinnovabili. Il governo, fissando fasce fuori scala dai beni vincolati, ha precluso all’Umbria la possibilità di individuare aree idonee per l’eolico e ha ridotto al minimo la possibilità di individuare ulteriori aree idonee per il fotovoltaico conducendo l'intero sistema verso i procedimenti ordinari. I dati smentiscono radicalmente la narrazione di una regione immobile. In un anno e mezzo di governo abbiamo stanziato oltre 40 milioni per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica.
Inoltre, l'Umbria rivendica il primato di essere tra le primissime regioni in Italia ad aver approvato il Prizat (Piano delle aree di accelerazione), uno strumento concreto che dimostra la volontà di velocizzare le autorizzazioni dove l’impatto è sostenibile, offrendo certezze a investitori e territori. E’ soprattutto il riferimento alle acciaierie di Terni e al suo forno elettrico a essere completamente sbagliato. Se da esse derivano circa un quinto dei consumi elettrici regionali, circa un quinto della produzione totale regionale deriva dalle grandi derivazioni idroelettriche. E’ obiettivo cruciale di questo governo regionale l’attuazione dell'Accordo di Programma per AST per decarbonizzare i siti hard to abate della regione, attraverso la piena transizione energetica verso le energie rinnovabili. L’unica differenza sostanziale è che la transizione ecologica in Umbria la governa l’interesse pubblico, né le multinazionali del petrolio né quelle dell'eolico. Respingiamo quindi con i fatti la logica del “Nimby”e restiamo disponibili come sempre al dialogo con Legambiente.
Thomas De Luca, assessore all'ambiente e all'energia Regione Umbria
