Stellantis cambia passo: “L’Italia è al centro dell'Europa", dice Filosa. Lo scambio con Calenda e Conte

Il numero uno di Stellantis espone ai parlamentari il Piano strategico da 60 miliardi di euro di investimenti. "Nei primi cinque mesi del 2026 +16 per cento nella produzione e un -30 per cento nel ricorso alla cassa integrazione". L'audizione alla Camera

17 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 14:30
Immagine di Stellantis cambia passo: “L’Italia è al centro dell'Europa", dice Filosa. Lo scambio con Calenda e Conte

Foto ANSA

Ha cominciato il suo intervento ricordando Sergio Marchionne. "Oggi sarebbe stato il suo 74esimo compleanno", ha detto Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, nell'audizione alla Camera sulla produzione automobilistica del gruppo in Italia. Dagli stessi scranni, nella Sala del Mappamondo, nell'ottobre del 2024 il suo predecessore Carlos Tavares chiese “incentivi e sussidi” per rendere le auto elettriche "troppo costose" finalmente accessibili al consumatore medio. Ne seguì un acceso scontro con i senatori e i deputati presenti all'audizione (Calenda, Conte e Schlein su tutti): "Sento da parte vostra rabbia, un certo livore", fu il commento di Tavares. Dopo quasi due anni e un cambio sostanziale ai vertici, il clima oggi sembra più disteso.
"In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta. L’abbiamo invertita riorganizzandoci in strutture regionali più forti. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: cinque regioni distinte tra loro da esigenze differenti, sia in termini produttivi che di mercato. Su questa mappa – ha assicurato Filosa – l’Italia si posiziona al centro dell’Europa, la regione guidata da Emanuele Cappellano, che ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo". A un anno dall'arrivo alla guida del gruppo automobilistico "abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze “a tutti i costi” e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti. Per farlo, stiamo assumendo migliaia di ingegneri in tutto il mondo e consolidando i migliori standard industriali", ha continuato Filosa, spiegando che "imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo" e ricordando che questa inversione di rotta è "costata cara" con 25 miliardi di svalutazioni. 
I dati degli ultimi mesi sono positivi. "A livello globale nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia. Le immatricolazioni sono cresciute del 12 per cento, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America.  Possiamo contare su basi finanziarie solide, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale. Mi riferisco anche alla liquidità di quasi 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo", ha spiegato l'ad. Inoltre – e lo ha ripetuto per due volte – "nei primi cinque mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita di quasi il 15 per cento nelle vendite, un più 16 per cento nella produzione e un -30 per cento nel ricorso alla cassa integrazione”. Segnali incoraggianti, ha detto, "ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa". 

Il Piano strategico e Maserati: "Sarà un'icona di stile"

Il Piano strategico di Stellantis ''prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale'', ha spiegato Filosa, sottolineando che ''al centro della nostra nuova strategia ci sono il prodotto e l'innovazione". Nel complesso, "tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e con motori termici ad alta efficienza''. Nel dettaglio, sul fronte dell'innovazione tecnologica i riflettori saranno puntati sui marchi con maggiori volumi: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram. "Gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche dei diversi contesti regionali e nazionali''. Infine, Maserati ''andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza'', ha assicurato. Per il marchio, in caduta libera da tempo, "stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprenderà anche l'arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie".
"In Italia, continueremo a investire in modo significativo, in linea con quanto fatto negli anni passati. Sono convinto che anche per questo il nostro paese non debba sentirsi secondo a nessuno", ha detto ancora Filosa. "Credo che i primi risultati dell'anno testimonino la nostra serietà e siano il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del governo. Chiaramente – ha puntualizzato – non possiamo controllare le dinamiche di mercato e, ancor meno, abbiamo la possibilità di orientare i grandi fenomeni geopolitici. Ma credo sia importante sottolineare che abbiamo mantenuto gli impegni del 'Piano Italia' presentato qui lo scorso anno dall'Ing. Elkann. In molti casi andremo anche oltre".
Sul fronte nazionale, "anche nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione. Nei prossimi 5 anni prevediamo di investire altri 5 miliardi di euro", ha assicurato Filosa, evidenziando come queste risorse si traducano "in soluzioni concrete. Grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, a Melfi e ad Atessa, analizziamo i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consente di ottimizzare i consumi, rendendo i due stabilimenti più efficienti e, quindi, competitivi".
''Maserati e Cassino non sono in vendita", ha sottolineato Filosa. Quello che può succedere saranno "delle partnership collaborative nello sviluppo della filiera e nella costruzione. Il mio team – ha precisato – sta negoziando con due partner importanti, che possono portarci la tecnologia ed eccellenti idee. Stiamo scegliendo su quale contare in futuro. Prima di dicembre vorremmo portarvi importanti novità da Cassino'', ha aggiunto. Per quanto riguarda lo stabilimento di Cassino, ha aggiunto, "siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il suo futuro, legato al piano Maserati". Nel frattempo, "ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027". 
Ogni stabilimento italiano "ha una missione produttiva nel piano strategico", ha ribadito l'ad. "A Pomigliano – come aveva già annunciato a maggio –  entro il 2028 porteremo la prima piattaforma e-car. Qui avvieremo la produzione di almeno due nuovi modelli ad alti volumi che rafforzeranno la produzione in un segmento da sempre importante per l'industria italiana". Le e-car sono auto piccole, elettriche, europee ed ecologiche. "Tutte rigorosamente 'Made in Europe', per dare slancio e valore all'intera filiera. Non solo – ha puntualizzato – con un prezzo intorno ai 15.000 euro, saranno più accessibili. Questi modelli si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030". 
Per recuperare terreno, Bruxelles deve fare la sua parte."Noi costruttori europei ci troviamo da tempo stretti tra le pressioni della domanda e i vincoli dell'offerta. Vincoli previsti da regole europee pensate in un contesto caratterizzato da sfide completamente diverse da quelle attuali. Vincoli che rispettiamo, ma che pensiamo debbano essere ripensati per garantire la sostenibilità e la crescita dell'industria europea", ha detto Filosa, indicando tre priorità su cui puntare: "I veicoli commerciali leggeri, il segmento delle auto piccole e il sostegno del made in Europe, l'azzeramento delle emissioni e la transizione verso l'elettrico sono obiettivi che continuiamo a condividere". L'ad ha chiesto realismo sulle regole e sui tempi della loro attuazione. "Un esempio di quanto questo sia necessario arriva dai veicoli commerciali leggeri, un segmento di straordinaria importanza per l'Italia. Oggi la normativa europea equipara i veicoli commerciali leggeri alle auto. Ma un furgone che consegna merci nelle nostre città o che permette a un artigiano di lavorare non può essere considerato come un'automobile. Oggi in Italia la percentuale dei veicoli commerciali elettrici è appena al di sopra del 3 per cento sul totale Per questo servono target realistici e flessibilità che consentano il raggiungimento degli obiettivi".

Il nodo energetico

"Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell'Italia di domani", ha detto Filosa, spiegando come nel primo trimestre dell'anno, il costo dell'energia elettrica per Stellantis in Italia sia stato in media di 205 euro al megawatt/ora: "Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, in entrambi i paesi, meno della metà. È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori".
"Riconosciamo – ha detto Filosa – l'impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell'attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione. Tuttavia – ha proseguito – la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti". Per quanto riguarda il costo del lavoro "serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna". 

La parola ai politici

"Sicuramente siamo in un clima diverso rispetto alla sconcertante audizione di Tavares, che ci lasciò abbastanza sbigottiti perché ci venne a riassumere i problemi anche del mercato interno e internazionale di questo settore senza reali soluzioni. Per fortuna, questa prospettiva che lei ci porta è diversa", ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in occasione dell'audizione dell'amministratore delegato di Stellantis. "Ha detto che ci sono dei segnali incoraggianti, -30 per cento per la cassa integrazione, anche se lei comprende che chi ci sta seguendo a casa se perde e rimane in cassa integrazione, pensa a se stesso e, quindi, il trend incide poco sulle vite e sulle incertezze di intere famiglie", ha aggiunto. "Però siamo in un quadro completamente diverso e ne prendiamo atto, perché noi ci siamo sempre battuti per tutelare la produzione dell'automotive". Con gli europarlamentari M5S "siamo andati da von der Leyen e Metsola per promuovere un piano di investimenti europeo per cercare di proteggere una filiera così importante come l'automotive e anche altre manifatturiere che sono in difficoltà", ha sottolineato Conte. 
Più polemico Carlo Calenda. "Non credo che le immatricolazioni siano cresciute. Se togliamo la percentuale di Leapmotor siamo circa al 5 per cento". Tuttavia, anche il leader di Azione ha riconosciuto"alcuni segnali incoraggianti, come le promesse di nuovi modelli. Ma sono molto preoccupato dalla questione Alfa romeo, Lancia e Maserati. Le nuove linee sono state un disastro", ha detto, chiedendo poi se sia previsto l'ingresso di un partner straniero in questo segmento. "Apprezziamo il fatto che avete aumentato la produzione rispetto all'anno peggiore dell'automotive italiano, ma c'è un problema di successo dei modelli nell'alta gamma".