Economia
editoriali •
Commerzbank è un test europeo
Tra accuse incrociate sulla reale quota acquisita e sul ruolo degli investitori istituzionali, il confronto tra UniCredit e la banca tedesca si sposta anche sulla vigilanza della Bafin, la Consob di Berlino. Colpi che nascondono una partita più grande
16 GIU 26

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Secondo Commerzbank, il modo di procedere di Unicredit è poco trasparente. Secondo Unicredit, quella di Commerzbank è una retorica che ha come unico scopo quello di distogliere l’attenzione dai fondamentali dell’operazione e dai benefici per gli investitori e l’intera economia tedesca. Lo scambio di accuse tra le due banche è pesante alla vigilia della chiusura dell’ops, oggi, i cui risultati saranno comunicati giovedì con un prolungamento dell’offerta di 15 giorni previsto dalla normativa vigente in Germania. Succede anche questo nella prima aggregazione bancaria europea cosiddetta “crossborder”, uno scontro senza precedenti tra i vertici dei due istituti che si parlano ma non si capiscono. Ad oggi, comunque, la banca guidata da Andrea Orcel detiene direttamente già il 41 per cento di Commerzbank, il che equivale a controllarne l’assemblea ma non la governance, anche se il superamento del 50 per cento del capitale è a portata di mano grazie (anche) agli strumenti derivati. Ma è proprio su questo che Commerzbank continua ad attaccare Unicredit, accusandolo, in sostanza, di avere manipolato i dati nella comunicazione al mercato, dando, cioè, l’idea di essere più avanti di quello che realmente è sulla strada per la conquista della banca tedesca. L’ad Bettina Orlopp sostiene, inoltre, che finora le adesioni all’ops sarebbero arrivate solo da piccoli investitori o da soggetti controparti di Unicredit proprio nei contratti sui derivati usati per cingere d’assedio Commerzbank (sono circolati i nomi di Citi e Nomura) e che nessun investitore istituzionale di peso ha consegnato le azioni (i risultati dell’ops diranno la verità). Di qui, il ricorso di Commerzbank alla Bafin, la Consob tedesca, alla quale, però, si è rivolta ora anche Unicredit che ribalta l’accusa. E’ Commerzbank, semmai, che sta interferendo nel corretto svolgimento dell’offerta, dice Unicredit. Infine, ci mancava, scende in campo anche la procura di Francoforte su denuncia di un sindacato. Morale della favola, Orcel sarà un bel po’ impegnato in Germania prima di tornare sul tavolo italiano del risiko.