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Intesa mette la freccia su Mps: offerta da 30,6 miliardi
L’operazione, annunciata l’8 giugno, riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Monte dei Paschi di Siena L’obiettivo dichiarato è creare uno dei principali gruppi finanziari europei
8 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:21

Foto Ansa
Intesa Sanpaolo prova a chiudere la grande partita del risiko bancario italiano e lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, annunciata l’8 giugno, riguarda la totalità delle azioni ordinarie Mps, al netto della piccola quota già posseduta da Intesa, e arriva in un passaggio decisivo: Mps detiene l’86,348 per cento di Mediobanca e i consigli di amministrazione di Mps e Mediobanca hanno già approvato il progetto di fusione tra le due banche.
Il corrispettivo offerto da Intesa prevede, per ogni azione Mps portata in adesione, 1,6 azioni ordinarie Intesa di nuova emissione più un euro in contanti. Tradotto: per ogni dieci azioni Mps, sedici azioni Intesa e dieci euro. Sulla base del prezzo ufficiale di Intesa del 5 giugno, pari a 5,682 euro, l’offerta valorizza ciascuna azione Mps 10,091 euro, con un premio del 12,5 per cento rispetto alla chiusura di Borsa del 5 giugno e del 17,4 per cento rispetto alla media ponderata dei tre mesi precedenti. In caso di adesione integrale, il controvalore massimo dell’operazione è stimato in circa 30,6 miliardi di euro.
L’obiettivo dichiarato è creare uno dei principali gruppi finanziari europei, rafforzando wealth management, corporate and investment banking, retail banking e credito al consumo. Intesa stima sinergie a regime per circa 2,9 miliardi l’anno ante imposte dal 2029: 1,5 miliardi da costi e 1,4 miliardi da ricavi. Il gruppo prevede utili consolidati superiori a 16 miliardi nel 2029 e un Cet1 pro forma sopra il 14 per cento.
L’offerta è condizionata, tra l’altro, alle autorizzazioni delle autorità competenti, all’approvazione dell’aumento di capitale da parte dell’assemblea straordinaria di Intesa convocata per il 10 settembre 2026 e al raggiungimento di almeno il 66,67 per cento di Mps, soglia alla quale Intesa potrà rinunciare. L’obiettivo finale resta il delisting di Mps. Per gestire i profili antitrust, Intesa ha firmato anche un accordo con Unipol, che prevede il trasferimento di un perimetro bancario con 635 filiali Mps.