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Quanto carburante per aerei c'è ancora e da dove viene. Il punto
L'incertezza causata dalla guerra in Iran preoccupa viaggiatori e compagnie aeree. "La fornitura è ben diversificata, non c'è solo Hormuz", dice l'Unione energie per la mobilità. Le scorte disponibili e i rischi dopo maggio
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23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:25 PM

Foto ANSA
Lo si è detto più volte dall’inizio del conflitto in Iran a oggi: il problema non è la scarsità di carburante per aerei, il jet fuel, ma il prezzo. Più tempo servirà per una tregua, più però potrebbe diventare complicato anche il primo punto. “In termini di disponibilità di prodotto non ci sono problemi almeno per tutto maggio”, dicono al Foglio dall’Unione energie per la mobilità, associazione che raggruppa le principali aziende che operano in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi. Sullo sfondo c'è uno stretto di Hormuz prima chiuso, poi riaperto e ora "sigillato" da Donald Trump, e un mondo che affronta "la più grande minaccia alla sicurezza energetica della storia", secondo Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia che nelle ultime settimane ha parlato di un’imminente crisi di carburante per aerei in Europa.
Almeno per ora, in Italia, il carburante non scarseggia. Attualmente vengono consumate cinque milioni di tonnellate di jet fuel, di cui due e mezzo prodotte in casa. L’altra metà, invece, viene importata. “Circa il 60 per cento di jet fuel arriva da India ed Egitto, mentre dall’Arabia Saudita importiamo circa 200 mila tonnellate. Quote più basse provengono da altri paesi come Libia, Slovenia, Turchia e Olanda. Dall’area interessata dal conflitto, passando per Hormuz, arrivano 500 mila tonnellate: per queste che partono dall'Arabia Saudita si studiano rotte alternative capaci di bypassare quell’area”, afferma Unem, secondo cui al momento, “non ci sono grandi preoccupazioni sui volumi. Abbiamo buona base produttiva e le importazioni sono abbastanza diversificate. In più ci sono oltre 30 giorni di scorte nel caso di emergenza, ma è un'ipotesi che si sblocca solo nel momento in cui non arriva più niente da fuori e non c'è più carburante in casa”.
La prospettiva descritta non è così diversa da quella illustrata da Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, colosso del lowcost. L’Europa non è a corto di carburante, ha detto al Corriere, ma le forniture sono garantite solo fino alla fine di maggio. Cambiano però i toni: non prudenti ma allarmistici. E l'incertezza intanto frena gli utenti dal prenotare un biglietto aereo per i mesi estivi. "Oggi è impossibile fare previsioni sul futuro. L'unica certezza è che al momento il problema è nel prezzo del carburante – prosegue l'Unem –. E non vale solo per gli aerei. Tutto ciò che si muove in cielo, in acqua o in terra deve fare i conti con questa realtà".