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La Russia vuole bloccare il petrolio kazako diretto a Berlino
Mosca prepara lo stop del greggio che tramite l’oleodotto Druzhba viaggia dal Kazakistan verso la Germania. Un episodio che mostra come il controllo delle infrastrutture conti quanto l’origine delle forniture
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22 APR 26
Ultimo aggiornamento: 07:54 PM

Gli impianti della raffineria tedesca Pck (foto Fabian Sommer/picture alliance via Getty Images)
Quando si parla di energia, la Russia non è un fornitore. È un interruttore. Che si accende quando conviene a Mosca e si spegne quando serve fare pressione.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Mosca ha in programma di interrompere il flusso di petrolio kazako verso la Germania attraverso l'oleodotto Druzhba (la parola russa per amicizia) , azzerando così i rifornimenti diretti verso la raffineria PCK di Schwedt, a circa cento chilometri da Berlino. Si tratta di un impianto strategico per l’approvvigionamento energetico della capitale e della regione circostante: da lì dipende gran parte della fornitura di benzina, cherosene e combustibili per il riscaldamento.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Mosca ha in programma di interrompere il flusso di petrolio kazako verso la Germania attraverso l'oleodotto Druzhba (la parola russa per amicizia) , azzerando così i rifornimenti diretti verso la raffineria PCK di Schwedt, a circa cento chilometri da Berlino. Si tratta di un impianto strategico per l’approvvigionamento energetico della capitale e della regione circostante: da lì dipende gran parte della fornitura di benzina, cherosene e combustibili per il riscaldamento.
Negli ultimi anni, dopo la riduzione delle importazioni dirette dalla Russia, la Germania ha iniziato a utilizzare petrolio proveniente dal Kazakistan. Questo greggio viene però trasportato attraverso il Druzhba, e quindi transita comunque sul territorio russo. Non c’è stata una comunicazione ufficiale di stop, ma ogni mese Mosca invia al Kazakistan un programma delle consegne di petrolio che devono attraversare la Russia: "In quello di maggio Druzhba non è inclusa", ha dichiarato un funzionario del governo kazako al Ft.
Il Druzhba è una rete costruita in epoca sovietica per collegare i giacimenti russi all’Europa orientale e centrale. Ancora oggi rappresenta uno dei principali corridoi energetici del continente. Il suo ruolo è emerso con chiarezza anche sul lato meridionale: il ramo sud dell’oleodotto è stato coinvolto direttamente nelle dinamiche della guerra in Ucraina, con interruzioni delle forniture verso Ungheria e Slovacchia dopo un attacco con droni. Nei giorni scorsi, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che questa parte del sistema è stata riparata ed è pronta a riprendere i flussi. Nel 2025 la Germania ha importato oltre 2 milioni di tonnellate di petrolio kazako attraverso questo sistema, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente. Questa soluzione ha permesso di mantenere operativa la raffineria di Schwedt senza ricorrere direttamente al greggio russo. Ma è un elemento che lascia intatta la dipendenza, ed è proprio in momenti come questo che se ne vedono gli effetti.
L’eventuale stop delle forniture tramite Druzhba si inserisce in un contesto già segnato da una riduzione dell’offerta globale. Le tensioni in medio oriente stanno infatti comprimendo i volumi disponibili e rendendo i mercati più instabili. In una fase così tirata, anche interruzioni parziali dei flussi rischiano di avere effetti significativi. Per questo la Germania si sta muovendo: rafforza i porti, diversifica le rotte, punta su forniture più flessibili come il petrolio e il gas naturale liquefatto che arriva via nave. Non è la soluzione più efficiente né la più economica, ma è quella che resta. Perché il modello economico su cui Berlino aveva vissuto per anni, energia russa abbondante e a basso costo, non è più disponibile. E il caso di Druzhba rende chiaro che non basta cambiare fornitore, bisogna cambiare e moltiplicare anche le infrastrutture. Perché se il percorso resta sotto controllo di paesi inaffidabili, la dipendenza non scompare.