L’appello di Confartigianato: è ora di un Next Generation EU dell’energia

Per uscire dalla crisi innescata dal conflitto in medio oriente, gli interventi d'emergenza non bastano. Serve una strategia di respiro europeo, un piano condiviso per evitare che le attività produttive non rimangano in balia di una perenne incertezza

18 APR 26
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Marco Granelli, Presidente Confartigianato Imprese. ANSA / FABIO MURRU

Il fermo dei Tir proclamato dalle sigle degli autotrasportatori riunite in Unatras certifica una situazione sempre più difficile per le imprese e per l’economia reale a causa della crisi geopolitica in Medio Oriente. “Il clima resta di profonda incertezza” denuncia il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, snocciolando i dati dell’impennata di costi energetici che sta colpendo duramente sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. “Rispetto a soli due mesi fa, il prezzo del gas è aumentato del 48%, quello dell’elettricità del 25% e il gasolio è rincarato del 20%. Per le nostre aziende di trasporto merci e persone, il carburante incide tra il 25% e il 35% dei bilanci, costringendo gli imprenditori ad anticipare una liquidità che spesso manca”. Non va meglio sul fronte dei prezzi dei metalli e minerali, che nell’ultimo anno sono aumentati del 23%.
Inoltre, Granelli sottolinea come la crisi in Medio Oriente stia bloccando rotte strategiche per il made in Italy verso i mercati di quell’area, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che valgono 8,6 miliardi di euro per le esportazioni delle piccole imprese, soprattutto dei comparti dell’arredo, moda, alimentare e oreficeria. “Questi paesi – segnala il Presidente di Confartigianato – rappresentavano un interessante sbocco per i nostri imprenditori dopo che i dazi Usa hanno provocato dallo scorso agosto a gennaio di quest’anno il calo dell’11,6% dell’export delle Pmi negli Stati Uniti”.
Secondo Granelli, di fronte a una situazione grave e complessa come quella che stiamo vivendo “non possiamo muoverci day by day. Gli interventi d’emergenza, pur utili nell’immediato, rischiano di essere semplici palliativi. Serve una strategia di respiro europeo, un piano condiviso dai Paesi Ue per affrontare le emergenze che ormai sono all’ordine del giorno, un ombrello europeo che possa entrare in funzione automaticamente per evitare che le attività produttive restino in balia di una perenne incertezza. Il tempo della gestione emergenziale deve lasciare il passo a interventi strutturali e programmabili. Servono misure europee che offrano agli Stati membri spazi di fiscalità per affrontare l’aggravarsi della crisi attuale”.
In particolare, il Presidente di Confartigianato segnala la necessità di un ‘Next Generation EU’ dedicato esclusivamente all’energia, per proteggere il sistema produttivo dagli shock energetici come quello provocato dalla guerra in Medio Oriente. Bisogna puntare su diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e accelerazione degli investimenti in nuove fonti energetiche, dall’idrogeno al nucleare pulito fino alle rinnovabili.