L’Europa dà il via libera al decreto Bollette. Rischi e successi

Bruxelles apre alla misura italiana sul prezzo della CO2 grazie a un’interpretazione sottile delle regole sugli aiuti di stato. Resta il rischio di modifiche: dall’impatto sulle emissioni alla reazione degli altri paesi, Germania in testa

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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 09:04 PM
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Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (foto di Vincenzo Nuzzolese/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

La Commissione europea sembra pronta a dare il via libera – nella sostanza se non nella forma – alla sterilizzazione del prezzo della CO2 prevista dal decreto bollette. Lo ha confermato oggi Alessandro Noce, direttore generale per i mercati e le infrastrutture energetiche del ministero dell’Ambiente. La benedizione europea, tutt’altro che scontata, passa attraverso una clausola delle nuove linee guida sugli aiuti di stato nell’ambito del Clean Industrial Deal. Questa apre a “misure transitorie per mitigare l’impatto degli elevati prezzi del gas sulla generazione elettrica” attraverso l’erogazione di “sussidi per i costi del combustibile usato dalle centrali a gas”. L’intervento è subordinato a varie condizioni, tra cui che “vengano compensati alcuni incrementi del costo del gas e non vengano coperti i costi dell’Ets, mantenendo in tal modo gli obblighi e gli incentivi dell’Ets”. Il meccanismo del decreto bollette comporta proprio un trasferimento agli impianti a gas, parametrato all’Ets. La via d’uscita sta in una interpretazione estremamente sottile della norma. Come ha spiegato Noce, “non c’è una sospensione dell’Ets al termoelettrico, i generatori continuano a pagarlo ma hanno un rimborso che viene pagato in bolletta… Non abbiamo sospeso l’Ets al termoelettrico, abbiamo previsto uno sconto in una misura massima pari al costo dell’Ets”. Una differenza che l’ex presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, ha definito puramente “nominalistica”.
Il sentiero percorso dagli uomini di Gilberto Pichetto Fratin è molto stretto: al di là del fatto che il dl bollette prevede una manovra strutturale e non emergenziale, tutto si gioca sull’interpretazione delle parole. Il nuovo sussidio serve a neutralizzare l’Ets (e quindi è illecito) oppure usa l’Ets come mero parametro di riferimento (e quindi è compatibile)? Questo crinale lascia uno spazio appena sufficiente a una spericolata operazione politica: l’interpretazione formalistica del governo è possibile solo a condizione di ricevere una robusta spinta dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, visto che è assai improbabile che i tecnici della DG concorrenza chiuderanno un occhio spontaneamente. Quindi, se ci sarà un disco verde, Giorgia Meloni e Confindustria potranno rivendicare un clamoroso successo (che molti, incluso chi scrive, giudicavano impensabile). Escludendo una bocciatura, tutto sta a vedere quali e quante modifiche saranno richieste: per esempio, sul riferimento esplicito all’Ets, sula quantificazione dei sussidi, sul livello dei prezzi del gas che farà scattare il meccanismo e sui limiti temporali alla durata dell’intervento.
Questa vittoria si porta dietro tre rischi: il primo è relativo agli effetti concreti della misura, che potrebbe incoraggiare il consumo di gas e le emissioni o spingere i paesi interconnessi a importare energia sussidiata, riducendone l’impatto sulla bolletta degli italiani. Il secondo rischio (che forse per la premier è in verità un obiettivo) è far sgretolare l’Ets. Ma ciò finirebbe per far rafforzare altri aspetti del Green Deal, come i target su rinnovabili ed efficienza, che non è detto siano meno costosi o più convenienti per il nostro paese. Il terzo rischio è che altri Stati, a partire dalla Germania, si infilino nello spiraglio aperto dall’Italia, dispiegando ben altra potenza di fuoco fiscale e ripristinando o ampliando lo svantaggio competitivo dell’industria italiana (cosa che in parte sta già succedendo e che abbiamo ben visto col via libera agli aiuti di stato in epoca Covid e nel 2022). Resta da capire, quindi, con quanta severità sarà vagliato il dl bollette. Parafrasando il commento di Dan Peterson allo scontro tra Hulk Hogan e Andre the Giant, scopriremo presto se la forza irresistibile (la creatività romana) può prevalere sull’oggetto inamovibile (la burocrazia di Bruxelles).