Gli italiani, nel 2025, recuperano potere d’acquisto. I dati Istat anti catastrofismo

Durante l'anno passato i redditi sono aumentati più dei prezzi, negli ultimi anni è successo il contrario. E anche sul lato delle imprese il quadro è meno scontato del racconto pubblico. Buone notizie da non nascondere

di
10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:01 AM
Immagine di Gli italiani, nel 2025, recuperano potere d’acquisto. I dati Istat anti catastrofismo

© foto Ansa

C’è sempre un numero che sfugge. Non perché sia nascosto, ma perché non serve alla storia che vogliamo raccontare. Nel report Istat sui conti nazionali per settore istituzionale quel numero è questo: +0,9 per cento. È la crescita del potere d’acquisto delle famiglie nel 2025. Tradotto: i redditi sono aumentati più dei prezzi. Sembra una banalità tecnica, ma non lo è affatto. Negli ultimi anni è successo il contrario: l’inflazione correva più dei redditi e il risultato era un impoverimento reale, anche quando i salari nominali crescevano. Qui invece accade qualcosa di diverso. Il report lo dice con linguaggio asciutto: il reddito disponibile delle famiglie cresce del 2,4 per cento, i consumi del 2,5, mentre i prezzi incidono meno, permettendo un recupero del potere d’acquisto. È un equilibrio fragile, ma è un equilibrio. Dentro questi numeri c’è una fotografia più interessante di quanto sembri. Le famiglie guadagnano di più, spendono di più e risparmiano leggermente meno (la propensione al risparmio scende all’8,2 per cento). Anche sul lato delle imprese il quadro è meno scontato del racconto pubblico. I profitti calano leggermente, ma gli investimenti aumentano (il tasso sale al 24,9 per cento). Significa che le imprese stanno comprimendo i margini per continuare a investire. Non è un segnale di crisi, è un segnale di adattamento. E poi c’è un altro dato che non fa notizia: l’Italia nel complesso migliora la sua posizione verso l’estero, con un saldo positivo di oltre 30 miliardi. Naturalmente, i problemi restano. Il risparmio cala, gli investimenti delle famiglie in abitazioni scendono, la crescita non è esplosiva. Ma il punto non è negare le criticità. Il punto è evitare una semplificazione opposta: quella per cui tutto peggiora sempre. L'Istat ci dice che non tutto peggiora. E per capire cosa vuol dire avere un’economia che assorbe gli shock e che redistribuisce un po' di reddito non bisogna avere gli occhi a cuoricino verso il governo: basta solo leggere i dati e riflettere.