Prosegue la cura Milei

Il pil è sopra il livello di fine 2023, i dati sull’occupazione sono positivi e il governo negozia nuovo accordo con il Fmi per stabilizzare il paese. Il treno dell'Argentina è sulla giusta direzione
22 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 05:00
Immagine di Prosegue la cura Milei

Foto LaPresse

La stabilizzazione macroeconomica dell’Argentina, che storicamente pare una contraddizione in termini, sta facendo passi in avanti. Il Congresso, dove il presidente Javier Milei è in forte minoranza, con un voto trasversale ha autorizzato il governo a negoziare un nuovo accordo con il Fmi. Il nuovo programma, dopo l’esito fallimentare dei due precedenti, parte da una base diversa: il paese è in equilibrio fiscale e le risorse del Fondo non servono per sostenere la spesa in disavanzo, ma per rafforzare le riserve della Banca centrale ed eliminare le restrizioni ai movimenti di capitale. Il negoziato è in corso e, oltre che sulla somma, verte sul tipo di cambio: il governo sta sostenendo la valuta per contenere l’inflazione in vista delle prossime elezioni legislative, mentre il Fmi preferirebbe andare verso un cambio più libero. In ogni caso, è possibile tracciare un bilancio parziale del piano di Milei con gli ultimi dati. Secondo l’Indec, l’istituto di statistica, il Pil nel 2024 è diminuito dell’1,7 per cento: al contrario di quanto possa sembrare, è un dato positivo e migliore delle aspettative (il Fmi stimava -3,5 per cento; il governo -3,8 per cento).
Dopo l’aggiustamento fiscale monstre di 5 punti di pil, l’attività economica è crollata nel primo semestre del 2024 ed è cresciuta a ritmi sostenuti nel secondo. Già ora il pil dell’Argentina è sopra il livello di fine 2023, quando il libertario Milei si insediò come presidente, e le proiezioni di Ocse e Fmi indicano una crescita nel 2025 del 5,5-5,7 per cento. Molto più che un rimbalzo. Anche i dati sull’occupazione sono positivi. Nonostante la feroce austerity, il taglio del 30 per cento della spesa pubblica e di 37 mila dipendenti pubblici, gli occupati nell’ultimo trimestre del 2024 sono 78 mila in più rispetto al 2023. Sono aumentati anche i disoccupati di 78 mila unità, per effetto dell’incremento della popolazione attiva (+193 mila): vuol dire che più persone ora cercano lavoro. A questi dati va aggiunto un bilancio pubblico in avanzo e un’inflazione –che un anno fa era la più alta al mondo – in costante calo. Il percorso di stabilizzazione non è compiuto, il treno dell’Argentina può ancora deragliare, ma è sulla direzione giusta e ha fatto un buon pezzo di strada.