Efficienza cercasi

Non c'è transizione ecologica senza svolte sulla burocrazia

Chicco Testa

Elettricità futura, l'Associazione dei produttori e distributori di energia elettrica, riconosce al governo gli sforzi fatti per accelerare le procedure autorizzative. Ma, aggiunge, non basta

Sono notevoli le ambizioni di Elettricità Futura, l’Associazione dei produttori e distributori di energia elettrica, nel settore delle rinnovabili. L’obiettivo è quello di installare da qui al 2030 fra impianti solari e eolici altri 84 GW di potenza per raggiungere insieme a quelli già installati  circa 145 GW totali, in grado di generare l’84% dell’attuale fabbisogno elettrico italiano.

 

Agostino Re Rebaudengo, presidente dell’Associazione, per la prima volta riconosce al governo gli sforzi fatti per accelerare tutte le procedure autorizzative. Ma, aggiunge, non basta. In effetti il 2023 dovrebbe chiudersi con un attivo fra i 5 e i 6 GW di nuove  installazioni, meglio del 2022 che ne ha visti  installati solo 3 e meglio degli anni prima in cui si stava  intorno a 1 nuovo GW installato. Ma ancora lontani dagli almeno 10 GW all’anno che servirebbero per raggiungere l’obbiettivo. Dove stanno gli ostacoli?

 

E’ inutile nascondersi che cominciano ad emergere nei territori resistenze molto forti mano a mano si passa dai terreni meno importanti a terreni che presentano inevitabilmente sensibilità paesaggistiche accentuate. I cosiddetti impianti “utility scale” fotovoltaici occupano centinaia dei ettari di terreno agricolo e purtroppo dal punto di vista estetico non risultano affatto attraenti. Gli impianti eolici per sfruttare al meglio il poco vento italiano crescono di dimensioni arrivando ad aperture alari di 180 metri e altezze superiori ai 200. Normale ci siano forti preoccupazioni soprattutto dove sono presenti attività turistiche o beni culturali. Un altro elemento di difficoltà è rappresentato dall’aumento dei tassi di interesse che in attività costitute per il 90% da investimenti fissi pesano non poco.

 

Soprattutto per quanto riguarda l’eolico e ancor più per l’eolico off-shore che espone costi di investimento molto pesanti. E infine comincia a manifestarsi qualche preoccupazione per i costi associati all’aumento della produzione rinnovabile. Che ha bisogno di una riserva programmabile, che supplisca ai molti buchi lasciati. E va infine ricordato che con l’84% del fabbisogno elettrico eventualmente soddisfatto dalle rinnovabili, rimane un 80% di fabbisogno energetico che elettrico non è. La strada verso l’autonomia insomma è molto ripida.