L'aumento dei salari dei metalmeccanici è il frutto di una contrattazione innovativa

A giugno 123 euro in più invece di 27 previsti nelle stime del rinnovo di febbraio 2021. Chissà se i sindacati sono tutti concordi nel riconoscere che a funzionare è stata la scelta di non decidere subito, ma solo in un secondo momento di fronte a dati consolidati sull'infazione

L’aumento medio sui minimi contrattuali che i metalmeccanici riceveranno nel mese di giugno sarà superiore alle aspettative, e non di poco: 123,40 euro invece dei 27 euro previsti nelle stime del rinnovo di febbraio 2021. Ciò è dovuto a una clausola di salvaguardia sull’inflazione che legava l’aumento del contratto collettivo al dato dell'inflazione sull'indicatore dei prezzi al consumo (Ipca) al netto dei prodotti energetici importati nel 2022.

  

“L’aumento non è il risultato di un nuovo accordo o di un rinnovo, ma l’inverarsi di una previsione che non si sarebbe realizzata nel caso l’inflazione fosse stata più bassa”, spiega Francesco Seghezzi, presidente della fondazione Adapt esperto di mercato del lavoro e relazioni industriali. Inizialmente le previsioni sulla crescita dell’indice Ipca erano molto più basse, circa un punto percentuale, ma a causa dell’alta inflazione l’Ipca è arrivato al 6,6 per cento determinando un aumento dei minimi contrattuali dello stesso valore.

   

“La scelta del 2021 si è rivelata più lungimirante. Invece di decidere sul momento, si è scelto di verificare a posteriori il livello raggiunto dall’inflazione utilizzando l’Ipca come indicatore, e quando è arrivato il comunicato dell’Istat con il dato definitivo, si è provveduto a determinare un aumento molto superiore a quanto stabilito in base a proiezioni pre-belliche che non tenevano conto degli shock energetici”, sottolinea Seghezzi.

 

L’aumento può sembrare una sorta di scala mobile, ma non lo è in quanto non c’è un vero e proprio agganciamento automatico all’inflazione, né una norma che vale per tutti. Solo il contratto dei metalmeccanici ha introdotto questa clausola di salvaguardia. Come dichiarato da Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl, si tratta di una soluzione positiva “unica nel panorama contrattuale del nostro Paese, frutto di un contratto innovativo e maturo”.

  

Anche gli altri sindacati hanno accolto positivamente la notizia, ma chissà se sono tutti concordi nel riconoscere che a funzionare è stata la scelta di non decidere subito, ma solo in un secondo momento di fronte a dati consolidati.

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