La Russia sprofonda in recessione

Il pil dell’Eurozona rallenta, ma quello russo crolla. Merito delle sanzioni
di
19 APR 22
Ultimo aggiornamento: 06:23 PM
Immagine di La Russia sprofonda in recessione

Vladimir Putin (LaPresse)

Il Fmi ha aggiornato le sue previsioni sull’economia mondiale. Le conclusioni sono chiare fin dal titolo: “La guerra ha frenato la ripresa globale”. Rispetto alle stime di gennaio, le prospettive sono inevitabilmente peggiorate a causa della guerra in Ucraina. La Russia è il paese più colpito (ovviamente dopo l’Ucraina), nonostante Vladimir Putin sostenga che la “guerra lampo economica” dell’Occidente non ha funzionato e si ritorcerà contro l’Europa. I numeri del Fmi dicono il contrario e disegnano uno scenario cupo per l’economia russa. Il pil crollerà al -8,5 per cento nel 2022, la recessione più profonda dal 1994, che continuerà nel 2023 con un -2,3 per cento. Nell’Eurozona è previsto un rallentamento della crescita, ma sarà comunque positiva del 2,8 per cento (l’Italia è leggermente sotto la media: +2,3 per cento).


Se è vero che le sanzioni sono una lama a doppio taglio, è altrettanto vero che i lati non sono taglienti allo stesso modo. La Russia dovrà fronteggiare un’inflazione impressionante: 21,3 per cento, più del triplo rispetto al 2021. Nell’Eurozona è stimato un 5,3 per cento nel 2022 in crescita rispetto al 2,6 per cento del 2021 ma a un livello ben diverso da quello russo. Infine, un dato che più di altri renderà difficile per il Cremlino far abbracciare alla popolazione una “economia della resistenza”, la disoccupazione: quest’anno raggiungerà il 9,3 per cento, quasi il doppio rispetto al 4,8 per cento del 2021. Ma ciò che più conta è la variazione delle stime di odierne di crescita rispetto a quelle di gennaio, quando nessuno a parte Putin immaginava l’invasione dell’Ucraina: -11,3 del pil rispetto alle previsioni del Fmi per il 2022 e -4,4 per cento per il 2023. Dati che sono molto più contenuti nell’Eurozona, rispettivamente -1,1 per cento e -0,2 per cento. La conseguenze della guerra colpiranno l’intera economia globale, ma la Russia è quello che a causa delle sanzioni pagherà un prezzo molto più alto e, soprattutto, è tra i meno pronti a superare la crisi che ha scatenato. A partire dal prendere atto della realtà.