Imprese, famiglie e fisco. Per Marattin (Iv) sono altre le priorità

Luigi Marattin

Il presidente della commissione finanze alla Camera ci spiega perché i 3 miliardi stanziati nel 2022 per il cashback è meglio dirottarli sulla lotta alla povertà

Tra le tante sfide che attendono la politica italiana nel prossimo futuro c’è quella di abituarsi a valutare le politiche pubbliche con strumenti trasparenti e precisi, per verificare che esse producano risultati misurabili, che siano conformi agli obiettivi prefissi e che non vi sia – nel tempo – un uso alternativo di quelle risorse che riesca a conseguire un obiettivo più desiderabile. Un ottimo primo banco di prova per inaugurare questa buona pratica è il cashback, l’unica vera misura su cui nel precedente governo non era consentito neanche iniziare a discutere. Se nei prossimi tre mesi svolgiamo una seria valutazione di come lo strumento stia funzionando, che risultati effettivi stia raggiungendo e che rapporto vi sia tra questi e il costo sostenuto, a giugno saremo in grado di decidere se vale la pena continuare o meno.

 

Se la valutazione desse esito negativo, e quindi decidessimo di sospendere la misura, come proposto da Luciano Capone sul Foglio, avremo a disposizione 3 miliardi per il 2022. I possibili usi alternativi di queste risorse sono molti: da un sostegno a uno specifico settore economico per rafforzarne la ripartenza ad un incremento straordinario della rete anti-povertà. Oppure, possiamo usarli per contribuire a finanziare la riforma fiscale, che al momento può contare solo su 2 miliardi, sebbene stanziati a regime. Quei 3 miliardi potrebbero concorrere a finanziare le spese una-tantum connesse col cambiamento del sistema di tassazione per gli autonomi, per renderlo più semplice e abolire la ritenuta d’acconto. Oppure potrebbero sperimentare, magari parzialmente, un modulo dell’imposta negativa, il sistema attraverso cui si concilia l’aiuto ai lavoratori a reddito bassissimo con l’incentivo al lavoro. Un sistema che, se funzionante, potrebbe essere integrato nella riforma fiscale a regime dal 2023. Oppure potrebbero rafforzare, per il solo 2022, il nuovo assegno unico universale per le famiglie, che proprio in quell’anno dovrebbe andare a regime. Magari con un sostegno mirato alle famiglie più deboli.

 

Luigi Marattin presidente della commissione Finanze della Camera dei deputati

Di più su questi argomenti: