Dall’Unione bancaria all’austerity, non è mai inutile opporsi alle asimmetrie di Berlino

“Non dichiariamo guerra, ma sulla legge di Stabilità non siamo al discount”, dice Renzi. Detto ciò, prendere di petto Bruxelles e Berlino ha senso? Un girotondo di opinioni
30 DIC 15
Ultimo aggiornamento: 11:25 | 13 AGO 20
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Dovendo indicare due priorità, penso in primo luogo all’Unione bancaria, che non solo è configurata in maniera tale da tener fuori dalla sorveglianza europea gran parte del sistema bancario tedesco, ma che – in assenza della mutua garanzia europea – comporta immediati rischi di stabilità sistemica. La sua configurazione attuale è inaccettabile (oltreché, per quanto riguarda il bail-in, di dubbia costituzionalità). Penso poi al Fiscal compact con la norma che prevede addirittura la riduzione del debito pubblico nella misura annua del 5 per cento della quota che eccede il 60 per cento del pil: sul Financial Times è stata definita “folle” e per noi è così onerosa da non essere applicabile. Su tutto questo, un’esigenza fondamentale: quella del riequilibrio tra le economie europee. Questa deve essere oggi la priorità e la misura del livello desiderabile di integrazione europea. Che – a differenza di quanto qualcuno si ostina a pensare – non è un valore a prescindere, né qualcosa di irreversibile.
Vladimiro Giacché, Presidente del Centro Europa Ricerche