"Il taglio dei parlamentari non basta", dicono i sindacati dal Forum di Assago

Daniele Bonecchi

Cgil, Cisl e Uil riunite a Milano: "Bene la riforma, ma il vero tema è come lavora il Parlamento". Landini: "Alitalia? Non siamo disponibili a parlare di ulteriori esuberi"

Il grande catino del Forum di Assago, a un passo da Milano, è stracolmo di delegati sindacali. C'è voglia di capire se questo governo c'è o ci fa. Perché nel piatto della legge di stabilità, azzerata l'Iva, resta ben poco e Cgil, Cisl e Uil lo sanno. Anche il fronte delle infrastrutture è caldo, tanto da far dire a Carmelo Barbagallo, segretario della Uil, uomo del sud, che "se Cristo si è fermato a Eboli l'alta velocità non si può fermare certo a Salerno". E a chi chiede a Maurizio Landini se è migliorato il clima col nuovo governo, il segretario della Cgil risponde: “Oggi c’è freddo, c’è abbastanza freddo, il tema sono le cose che si fanno”, sorride. Per la Cgil non ci sono governi amici o nemici, “quello che noi chiediamo è che si passi in una fase in cui i risultati per le persone che lavorano, per i giovani, per i pensionati, siano tangibili. Non basta ragionare mese per mese della legge di stabilità, ma occorre definire fin da ora un percorso che nei prossimi tre anni di durata del governo realizzi dei cambiamenti di fondo per il lavoro”.

  

 

Ma qui ad Assago c'è spazio anche per l’attualità politica, col taglio dei parlamentari votato martedì dalla Camera. “Andare verso la riduzione del numero dei parlamentari è una rivendicazione che si discute da tempo e noi non siamo mai stati contrari. Il problema – insiste Landini – è che non si risolve il problema riducendo il numero dei parlamentari ma il tema è come lavora il Parlamento e quindi come si ricostruiscono luoghi di rappresentanza e di partecipazione politica dei cittadini”.

 

 

Anna Maria Furlan, segretario della Cisl, chiede “numeri affidabili” per la legge di stabilità, perché su crescita e investimenti bloccati occorre fare chiarezza. Ma c’è un aspetto che le sta particolarmente a cuore: “Ancora ieri un altro morto sul lavoro. Su questo noi chiediamo risposte concrete. Non basta qualche ispettore in più ma gli ispettori che controllano sicuramente servono. Poi scopriamo che in tanti subappalti, quelli che sono stati diffusi con lo “sblocca cantieri” voluto dallo scorso governo, c’è qualche morto in più. Ora il governo dimostri discontinuità: cambi i decreti sicurezza, cambi il decreto che ha allargato i subappalti in modo spropositato. Contro la morte sul lavoro occorre muoversi speditamente”, conclude Furlan. Sulle grandi vertenze aperte – a partire da quella sul futuro della Whirlpool che oggi ha segnato una battuta d’arresto, coi sindacati che parlano di “sospensione a orologeria” – accende i fari il segretario della Cgil, in particolare sulla madre di tutte le crisi: “Per Alitalia servono decisioni precise, non si può continuare a rinviare. Serve un piano industriale e in questo senso il ruolo di Atlantia, dentro questa nuova eventuale compagine, è decisivo. E’ bene che il governo decida cosa fare perché noi non siamo disponibili nemmeno a parlare di ulteriori esuberi”. Segnale forte e chiaro verso i malpancisti M5s.