Lo spread sale ancora, mentre Salvini mette paura agli investitori
Il vicepremier rilancia la sua idea di modificare i parametri del deficit pubblico ma resta isolato in Europa. E l'Italia rischia la procedura d'infrazione per i conti 2018 con una multa da 3,5 miliardi
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28 MAY 19
Ultimo aggiornamento: 11:05 AM

Matteo Salvini (foto LaPresse)
Milano. "Vediamo se arriverà questa letterina da Bruxelles in cui ci multano per il debito passato". Neanche il tempo di chiudere le urne elettorali e ricomincia la diatriba a distanza tra il governo italiano e la Commissione europea, con il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, uscito vincente dalla consultazione, che non perde occasione per rilasciare dichiarazioni pubbliche che come risultato ottengono quello di spaventare gli investitori e fare aumentare lo spread. Il differenziale Btp-bund stamattina sale verso quota 290 punti base e trascina in territorio negativo Piazza Affari che oggi è l'unica Borsa in calo in Europa (-1,15 per cento a metà mattina). Un copione già visto e che si ripresenta puntuale quando in discussione ci sono i conti pubblici.
Com'era prevedibile la Commissione Ue, che sarà presieduta da Jean-Claude Juncker almeno fino a ottobre, sta per inviare una lettera preliminare a Roma con una richiesta di chiarimenti prima di avviare una procedura di infrazione contro l'Italia con una multa che dovrebbe aggirarsi intorno a 3,5 miliardi. "In questo momento in cui c'è una disoccupazione giovanile al 50 per cento in alcune regioni - osserva Salvini - in cui dobbiamo assumere in fretta infermieri e medici altrimenti gli ospedali si svuotano, da Bruxelles qualcuno nel nome di regole del passato ci chiede 3 miliardi di multa, e a settembre 20 miliardi di aumento delle tasse con l'Iva. Ogni mia energia sarà usata per superare queste regole vecchie". Il ministro ha sottolineato che per cambiare i parametri europei "occorre realismo, pragmatismo e buon senso. Se si vuole, i leader si mettono intorno al tavolo e scrivono in 15 giorni nuove regole, mettendo al centro il lavoro e l'economia reale rispetto allo spread e alla finanza".
La prospettiva di un nuovo scontro tra il governo gialloverde e l'Unione europea rimette in allerta gli analisti finanziari. Secondo il gruppo d'investimenti ginevrino, Pictet, "per gli asset italiani i prossimi mesi rischiano di essere volatili: da un lato l'affermazione della Lega a spese del M5s dovrebbe indurla ad avanzare richieste in Europa per aggiungere capacità di spese infrastrutturali o riduzione delle tasse (flat tax). Dall'altro lato, l'atteggiamento dell'Europa non sarà accondiscendente, poiché la posizione italiana risulta isolata". Sempre secondo Pictet, il rischio geopolitico di oggi rispetto alla primavera 2018 è meno rilevante perché è maggiore il rischio di una guerra commerciale. Inoltre, i Btp hanno un peso ridotto sull'azionario europeo rispetto a un anno fa, mentre il fattore più preoccupante è che il punto di partenza dello spread è molto più vicino alle soglie di allarme: 350 punti base rispetto al 2018. In questo momento lo spread del Btp è solo di 40 punti inferiore a quello del decennale greco.