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Vendere i gioielli di famiglia per pagare le cambiali

Il dibattito surreale sull'oro di Bankitalia danneggia la credibilità del paese all'estero 

12 Febbraio 2019 alle 10:50

Vendere i gioielli di famiglia per pagare le cambiali

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco (Foto Imagoeconomica)

Roma. “L’oro è di proprietà degli italiani, non di altri. Non ho studiato bene l’idea di usare l’oro per sterilizzare l’Iva, ma l’importante è che sia certificato che quell’oro è degli italiani”, ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Ogni tanto il tema delle riserve auree della Banca d’Italia torna d’attualità nel dibattito pubblico, in maniera più o meno seria.

 

Nella scorsa legislatura la deputata del M5s Carla Ruocco, durante un’audizione alla Camera, chiese conto dell’oro della Banca d’Italia al governatore Ignazio Visco, che tra lo sconcertato e l’imbarazzato rispose: “Sono venuti dei vostri parlamentari a vederlo e ci hanno chiesto: ‘Ma questo è veramente oro?’ Beh, se non ci fidiamo ... ‘E chi ci dice che questo non è dipinto d’oro?’”, ricordò sorridendo. “Siamo a livelli un po’ così… la Banca d’Italia è un’istituzione seria”, concluse Visco.

 

Ora Salvini vuole avere una “certificazione” che “quell’oro è degli italiani”. E su questo punto il suo responsabile economico, il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi, ha depositato una proposta di legge che metta “nero su bianco che la proprietà dell’oro è dello stato”. Borghi garantisce che non è un “assalto a Via Nazionale” e che “ciò non significa che il governo possa venderlo”, ma che si tratta di una lacuna che va colmata per “proteggere le riserve auree dagli interessi stranieri”.

 

Non si sa bene cosa voglia dire, visto che le riserve auree sono da sempre custodite dalla Banca d’Italia e non risulta che abbia regalato lingotti agli “stranieri”. Ciò che più preoccupa, sia i mercati che le istituzioni internazionali, non sono tanto i fantomatici “stranieri” ma i governi, che – come lascia intendere lo stesso Salvini – potrebbero avere intenzione di mettere le mani sull’oro della Banca d’Italia per finanziare la spesa corrente. Una strategia politicamente grave, perché minerebbe l’indipendenza della banca centrale, ed economicamente miope perché mostrerebbe al resto del mondo che il paese è con l’acqua alla gola: vende i gioielli di famiglia (l’oro) per pagare le cambiali (le clausole di salvaguardia). I timori sull’incapacità di pagare i debiti (spread) tornerebbero a salire.

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    12 Febbraio 2019 - 13:01

    Perché portare alla ribalta un problema secondario, di nessuna rilevanza economica (sempre che le intenzioni siano solo di natura tecnico-giuridica) in un momento in cui l'Italia, a causa di una politica scellerata di irresponsabile spesa pubblica, precipita nel baratro del madurismo? Una cosa deve essere chiarita bene bene: quell'oro, in tutti i casi, deve rimanere nei forzieri, chiuso a tripla mandata. Altrimenti sarà la volta che facciamo per davvero la fine del Venezuela.

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