"Fate di più per i giovani". Una petizione

Dal pensionamento anticipato (e finanziato in deficit) di migliaia di lavoratori ci perderanno le ultime generazioni, costrette a pagare per anni pensioni che non corrispondono ai contributi versati
22 OTT 18
Ultimo aggiornamento: 12:00
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Il dibattito sulle pensioni entra raramente nel merito dei provvedimenti. Si fa passare il messaggio che sui prepensionamenti siano tutti d’accordo e l’unico elemento di dibattito sia come finanziarli. Non è così. Dal pensionamento anticipato di centinaia di migliaia di lavoratori ci perderanno le generazioni più giovani, costrette a pagare per anni pensioni che non corrispondono ai contributi versati. Prepensionamenti per di più finanziati in deficit, lasciato in eredità a chi lo dovrà ripagare ancora a lungo.
Per i giovani non ci saranno benefici: è infondata la speranza che i prepensionamenti lascino liberi posti di lavoro per i giovani. I dati smentiscono questa credenza e anche il buonsenso: la rivoluzione digitale ha rivoluzionato l’organizzazione delle aziende.
L’Italia è già uno dei paesi più generosi in termini di pensioni: siamo secondi al mondo per spesa pensionistica, mentre l’età pensionabile è una tra le più basse in Europa. Le priorità sono invece altre: l’Italia spende tremendamente poco in istruzione, in innovazione, in occupazione giovanile, in aiuti alla maternità. Emergenze che coinvolgono prima di tutto i giovani ma che influenzano il futuro del paese. Sette miliardi all’anno sarebbero destinati a Quota 100. Noi, da ricercatori ma soprattutto da giovani, chiediamo con forza al governo di cambiare rotta e investire questi soldi sul futuro del nostro Paese. Per questo abbiamo lanciato una petizione “Fate di più per i giovani” su change.org, che chiediamo di firmare non solo ai nostri coetanei ma anche a chi – non più giovane – capisce e condivide le nostre istanze.