La "grande correzione" sulle Borse sta arrivando?

Mariarosaria Marchesano

Milano. “Con la Bce che si riunisce questa settimana, gli investitori ne potrebbero approfittare per modificare i loro portafogli riesaminandone le strategie. Infatti, nonostante prosegua senza soluzione di continuità il dibattito sul punto di inversione dei mercati, il nostro pensiero è che il destino delle Borse sarà maggiormente determinato dalle condizioni finanziarie che da quelle relative al ciclo economico”. Peter Rosenstreich, responsabile delle strategie di mercato di Swissquote, comincia così un'ampia analisi su come sta cambiando il vento sui mercati europei in attesa di una “grande correzione” che a suo avviso è inevitabile, nonostante la relativa tranquillità di questi giorni. Il punto sarebbe che la crescita, nutrita a colpi di Qe e politiche monetarie accomodanti, ha consentito ai player di mercato di trascurare i segnali negativi provenienti dagli sviluppi macro e che avrebbero guidato i prezzi degli asset alle stelle “in una vera e propria bolla”. Infatti, gli investitori sembrano non accorgersi che le banche centrali stanno per alzare il costo del denaro e restringere la liquidità a disposizione, la Cina sta rallentando e la guerra commerciale e lo stress geopolitico continuano a pesare. “Ma è difficile prevedere una soluzione diversa da un calo significativo, benché la deflazione rimanga bassa – dice Rosenstreich – il quale sembra convinto che sia arrivato il momento di tenere sotto stretta osservazione l'esito più o meno favorevole della Brexit. “Dal nostro punto di vista i mercati si sentono troppo distaccati e al sicuro. La stragrande maggioranza degli investitori vede la possibilità di un accordo sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Ma noi non crediamo possa essere raggiunto entro la scadenza di ottobre e neanche che sia sufficiente il periodo di transizione concordato di 21 mesi”. E proprio l'incertezza che circonda la Brexit sta creando volatilità sul cambio sterlina-dollaro che finirà con il far sentire i suoi effetti anche sul mercato azionario.

   

Prima la calma, poi l'ottimismo. Svolta di Piazza Affari sul calo dello spread

Hanno aperto positive stamattina le Borse europee con l'Italia che sembra fare da trascinatrice sostenuta dalla contrazione dello spread, sceso a 229 punti base, il che si traduce in un rendimento per i titoli di stato decennali al 2,7 per cento. Il Tesoro, come riporta Reuters, ha annunciato che nelle aste a medio lungo di questo giovedì verranno offerti fino a 7,75 miliardi di euro in titoli, tra cui il nuovo Btp a sette anni che staccherà una cedola del 2,5 per cento contro l'1,45 per cento del precedente benchmark. Inoltre, verranno riaperte le due scadenze a tre anni e a 30 anni. La tornata d'aste di metà mese prende il via domani, quando verranno offerti 6 miliardi di euro di Bot a 12 mesi. La collocazione delle nuove tranche di debito pubblico è guardata con particolare attenzione in questa fase in cui il governo sta lavorando al documento di programmazione economica e finanziaria (da presentare per il 27 settembre) puntando a un profilo basso con comunicazioni rassicuranti per i mercati, che restano in attesa di prove concrete sul rispetto dei parametri per la gestione del deficit pubblico.

   

Rassicurazioni sul rispetto del 3 per cento

Nei loro report, le maggiori banche d'affari, come Morgan Stanley, ma in misura diversa anche Bofa, cominciano a ritenere plausibile il rispetto da parte del governo del parametro del 3 per cento. Peraltro, che il tono dei mercati europei fosse in miglioramento lo si è iniziato a intuire sin dall'apertura della settimana, quando i principali indici si sono mostrati poco esposti alla negatività asiatica. Secondo Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, a fungere da catalizzatore, è stata proprio la partenza di slancio degli asset italiani, grazie al continuo fluire di dichiarazioni tranquillizzanti da parte dei leader del governo italiano. Particolare risalto ha trovato sui media internazionali la dichiarazione del ministro delle Finanze Giovanni Tria, secondo cui è inutile spingere per 2 o 3 miliardi di deficit in aggiunta, per poi pagarne 3 o 4 in più di interessi. Per Tria è un'opinione condivisa dagli altri esponenti dell'esecutivo, il che sembra una conferma che l'esecutivo non desidera offrire il fianco alla speculazione, durante la discussione del budget. Cosi i rendimenti dei Btp hanno continuato a correggere significativamente, e Piazza Affari ha preso il volo trainata dai principali istituti bancari, alcuni dei quali sono finiti sospesi al rialzo. L'euforia si è propagata anche al settore bancario europeo e, in misura assai minore, agli altri indici generali, che hanno intrapreso la via del rialzo in maniera più graduale. Un moderato supporto al sentiment europeo è venuto anche dalla circostanza che la destra populista in Svezia, pur con una buona affermazione, non ha ottenuto i risultati temuti. Poiché nessuna delle due coalizioni vuole allearsi con i sovranisti, fermi al 18 per cento, formare un governo sarà estremamente difficile e nuove elezioni non sono da escludere.

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