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Dalla lira italiana a quella turca

Speculazione, il demone che ritorna a ogni bufera finanziaria

La crisi del 1971, il “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia avversato oggi dai sovranisti, il fatidico 1992, il biennio terribile in cui l’euro ha rischiato di saltare: tutta colpa degli gnomi di Borsa? No, anche dei governi

20 Agosto 2018 alle 11:23

Speculazione, il demone che ritorna a ogni bufera finanziaria

Marinus van Reymerswaele, “Il cambiavalute e la moglie”, 1539 (Parigi, Louvre)

Guido Carli aveva lasciato Paolo Baffi a guardia di Via Nazionale durante quel turbolento Ferragosto 1971. C’erano tensioni, eccome, sui mercati dei cambi, e il dollaro sembrava stretto in una tenaglia soffocante. La valuta egemone, l’unica in occidente a poter essere convertita in oro, non riusciva a tenere la parità con il metallo giallo. Prima o poi si sarebbe scatenato “il disordine nel tempio della finanza mondiale”, come scrisse poi il governatore. Ma leggiamo i suoi ricordi: “La Banca d’Italia...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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