"La Lega non sacrifichi i suoi consensi per l'alleanza con il M5s", dice Ravanelli

Fabio Ravanelli

Delusi e in collera. I rappresentanti delle confindustrie del nord difendono imprese e lavoratori dalle intemerate anti economiche che la Lega non sa (o non vuole) fermare

   


Il Piemonte pesa per il 7,7 per cento del pil, pari a oltre 129 miliardi di euro. Il sistema confindustriale conta 12 mila imprese con 700 mila addetti.


   

“Ho trovato un po’ offensive le frasi di Salvini nei nostri confronti. E non solo degli imprenditori di Confindustria, ma della classe imprenditoriale in genere, anche verso coloro che non aderiscono alla nostra associazione. Ridurre il problema solo a qualche imprenditore politicamente schierato vuol dire non avere capito il problema. Il decreto dignità non serve a nulla e non aiuta le imprese né ad assumere né a tenere i lavoratori nell’impresa. E’ una grande delusione non solo per questi provvedimenti, come il decreto ‘dignità’, ma per il sentore generale, per il fatto che infrastrutture importanti possano essere ridimensionate o abbandonate. Salvini fa dichiarazioni a favore del gasdotto Tap e della Tav ma nei fatti il governo di cui fa parte sta mettendo in discussione opere fondamentali. Qui si discute perfino della alta velocità ferroviaria Brescia-Verona. Per dire che si mettono in discussione cose che non pensavamo si dovessero più discutere”, dice Fabio Ravanelli.

  

“Dal Movimento 5 stelle ce lo potevamo aspettare, ma Salvini sembra che – al di là delle dichiarazioni – stia facendo proprio il tema della decrescita felice. So che Salvini è apprezzato da un parte rilevante degli imprenditori del nord ma se continua così si alienerà parte se non tutte quelle simpatie. Se è vero che una parte del governo la pensa in modo diverso spero che la Lega non abdicherà alla sua vicinanza ai problemi dell’industria e della piccola e media impresa e non sacrificherà questo patrimonio sull’altare di una alleanza con il M5s che, in questa direzione, non porta da nessuna parte. Confindustria dimostra con la sua storia di non essere partitica ma politica, nel senso che entra nel merito specifico dei singoli provvedimenti ed esprime un giudizio. Ci mancherebbe che non potesse farlo dal momento che ogni singolo provvedimento può avere ripercussioni sulla vita delle nostre imprese e dei lavoratori”.

  

Fabio Ravanelli, presidente Confindustria Piemonte

 

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