Sciopero percepito

Redazione

“Lavoratori Fiat fermi dal 15 al 17 luglio”. “Protesta che nasce dal disagio e si estende a macchia d’olio a tutti gli stabilimenti Fca, da Pomigliano a Melfi”. Così l’Unione sindacale di base (Usb) di Melfi e il Si Cobas di Pomigliano giovedì scorso si sono conquistati la ribalta mediatica approfittando dei 105 milioni di euro pagati dalla Juventus al Real Madrid per il cartellino di CR7, oltre ai 30 milioni d’ingaggio per quattro anni. L’eventuale scandalo all’estero non si sarebbe neppure posto, ma anche qui non pare abbia creato il “caos tra le linee produttive” come annunciato dai sindacatini di Fca. A Melfi su 1.700 operai del primo turno hanno scioperato in 5: lo 0,3 per cento. A Pomigliano e Nola nessuno, zero spaccato. Le sigle estremiste lo sapevano benissimo ma hanno fatto conto sulla collaudata disponibilità dei media ad abboccare ogni volta che c’è un “disagio” e un’“emergenza”. Il problema del resto non è di questi sindacati che rappresentano quattro gatti (e, per inciso, il ministro del Welfare, Luigi Di Maio, si guarda bene dal regolamentarne l’attività non tanto alla Fiat quanto, per dire, all’Atac e all’Ama di Roma): riguarda appunto tg, giornali e social network. Nel 2015 allo sciopero indetto dalla Fiom-Cgil contro due sabati di straordinario chiesti dall’azienda a Pomigliano aderirono in 5, dopo analoghi fiaschi a Melfi, alla Vm e alla Sevel di Val di Sangro. Ma Maurizio Landini, allora a capo dei metalmeccanici della Cgil, era ospite fisso di quei talk-show che hanno volentieri contribuito, per la loro parte, al governo e alla classe dirigente che oggi ci troviamo. Ora che l’estate avanza, oltre al caldo abbiamo anche gli scioperi percepiti. I “lavoratori Fca scioperano contro l’acquisto di Ronaldo” solo sui giornali, ma non nella realtà.

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