È morto Serge Dassault, l’uomo che ha dato alla Francia i suoi jet da guerra

Mauro Zanon

Parigi. Lo hanno ritrovato senza vita nel suo ufficio parigino sugli Champs-Elysées, dove si recava ogni giorno da quando aveva abbandonato le vesti di senatore e dove continuava a lavorare con la stessa passione con cui da piccolo imparava il mestiere dal padre Marcel, ingegnere e principe dell’industria aeronautica francese, all’origine dell’epopea dei Falcon e dei Mirage.

 

  

È morto ieri a 93 anni Serge Dassault, ex numero uno dell’omonimo gruppo aerospaziale, quarta fortuna di Francia, uomo politico di destra ed editore del Figaro dal 2004. “Con la scomparsa di Serge Dassault la Francia perde un grande imprenditore, il mondo dell’aviazione perde un pioniere, l’opinione pubblica un grande editore, e io, semplicemente, un amico”, ha twittato l’ex presidente Nicolas Sarkozy. “Serge Dassault era un vero e proprio capitano d’industria, visionario e coraggioso. Ha segnato il suo tempo attraverso il suo infaticabile impegno a servizio dell’economia”, ha scritto in un comunicato Pierre Gattaz, presidente del Medef, la Confindustria francese.

 

Serge nasce a Parigi nel 1925 e tre anni dopo il padre crea la Société des avions Marcel Bloch, con cui si fa presto un nome nell’aeronautica. Per essersi rifiutato di rivelare ai nazisti il suo savoir-faire, Marcel viene deportato a Buchenwald nell’agosto del 1944, dal quale riesce a sfuggire grazie all’aiuto di un altro prigioniero, Marcel Paul, membro del Partito comunista. Di ritorno a Parigi, la famiglia Bloch prende il nome di Dassault, nel 1950 si converte al cattolicesimo, e nel frattempo, Serge frequenta l’Ecole polytechnique. Appassionato di aeronautica, si iscrive all’Ecole nationale supérieure de l’aéronautique et de l’espace (SupAero), dove otterrà il diploma nel 1951. Lo stesso anno, sotto l’ala protettrice del padre, entra come ingegnere alla Générale aéronautique Marcel-Dassault, dove si occupa delle esportazioni e dello sviluppo del gruppo industriale che di lì a poco sfornerà i mitici caccia Mirage.

 

Ouragan, Mirage, Rafale sono i nomi dei velivoli emblematici della forza di dissuasione francese elaborata dopo la fine della Seconda guerra mondiale e voluta dal generale De Gaulle. “Dassault Aviation rappresenta la visione di autonomia strategica della Francia, soprattutto all’inizio della Quinta Repubblica”, ha spiegato Olivier Zajec, professore di Scienze politiche all’Università di Lione III e specialista in materia di Difesa. Nel 1974, il Mirage F1 entra in servizio ed è subito un grande successo industriale per la famiglia Dassault. All’estero tutti lo vogliono: 473 esemplari entrano a far parte delle flotte aeree europee, africane e mediorientali.

 

Ma in parallelo, Serge decide di lanciarsi in politica, l’altra sua grande passione. I primi tentativi, sempre nelle fila della destra gollista, saranno un fallimento. Ma a poco a poco, a Corbeil-Essonnes, piccolo comune della regione parigina, inizia a farsi conoscere. Nel 1995, ne diventerà sindaco. Poi dal 2004 al 2017 resterà saldo al Palais Bourbon, sede del Senato, in quota Ump e Les Républicains. Nel 1986, con la morte del padre, prende il posto di pdg dell’impero aeronautico e di armamenti più importante di Francia. Al vertice di Socpresse, vent’anni dopo, conquista il più importante quotidiano conservatore di Francia, il Figaro, con l’obiettivo di sorpassare il Monde nella spietatissima guerra delle copie vendute. Era anche un grande appassionato di vini e di arte. La celebre casa d’aste Artcurial figurava tra le sue innumerevoli proprietà.

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