L’ottimismo delle imprese mondiali ai massimi. Un sondaggio Grant Thornton

Redazione

Roma. L’ottimismo globale circa le aspettative economiche ha raggiunto livelli record secondo l’International Business Report di Grant Thornton, società di consulenza aziendale. Grant Thornton ha sondato le opinioni di 2.500 ceo, amministratori delegati, presidenti e dirigenti di imprese di tutti i settori in interviste condotte tra febbraio e marzo 2018. Il risultato è che per la prima volta in quindici anni si è registrato il livello più alto di ottimismo nelle prospettive economiche future, al punto da fare dire a Grant Thornton che l’ottimismo mondiale ha raggiunto il 61 per cento nel primo trimestre dell’anno

 

I risultati rivelano che l’incremento più significativo è stato registrato in Europa e in nord America, sebbene l’ottimismo sia ai massimi in tutte le regioni. Anche le preoccupazioni circa l’incertezza economica si sono attenuate. Con l’aumento del pil nella maggior parte delle regioni, è opportuno che le imprese agiscano adesso per identificare le opportunità e investire nel successo futuro, dice l’azienda. Per la prima volta in tre anni anche in Grecia la percentuale di imprese fiduciose è positiva

 

Tuttavia, gli investimenti globali non sono aumentati in linea con il forte incremento dell’ottimismo. Sebbene le aspettative riguardo agli investimenti in edifici, impianti e macchinari, e in ricerca e sviluppo siano leggermente aumentate nell’Europa meridionale (+5 punti, +3 e +1, rispettivamente, in confronto al trimestre scorso), i piani globali di investimento in impianti e macchinari e in ricerca e sviluppo sono diminuiti, rispettivamente, di 2 punti e di 3 punti, mentre le aspettative di investimenti in nuovi edifici sono rimasti stabili per il terzo anno consecutivo. C’è una discrasia tra aspettative e azione sul campo quindi potrebbe essere il momento giusto per le imprese per sfruttare questo clima positivo. Nel sud-est asiatico, l’ottimismo è aumentato fino a raggiungere il 61, il livello più elevato degli ultimi sette anni. In Cina e in Giappone, invece, si registra un calo dell’ottimismo (rispettivamente, -13 punti e -11); ciò è probabilmente dovuto al rallentamento dei commerci tra oriente e occidente data la minaccia di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. In America Latina l’ottimismo è al 25 per cento (-10punti). Tuttavia, anche in queste regioni i livelli di ottimismo sono migliori rispetto agli ultimi anni.

 

“Uno dei segnali del fatto che la ripresa economica si sta finalmente consolidando è l’incrementato livello di ottimismo sentito in Spagna, Italia e Grecia, – dice Gabriele Labombarda, Partner e IBC Director di Bernoni Grant Thornton – certamente favorito dalla stabilità della situazione economica globale, ai massimi livelli dalla crisi finanziaria. Il pil sta crescendo nella maggior parte delle regioni e stiamo assistendo a una crescita diffusa dei mercati mondiali. Ciò, con riguardo al nostro paese, nonostante il risultato delle recenti elezioni e la conseguente situazione di incertezza non abbiano certamente favorito detto ottimismo. Anche se la maggior parte delle imprese non crede possibile una guerra commerciale, che metterebbe a rischio gli interessi di entrambe le parti, l’incertezza mina la fiducia”.     

 

In Italia il grado di ottimismo è inferiore rispetto alla percentuale generale e si attesta al 30, la metà, pur con un aumento di 6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e in sostanziale crescita, più che doppia, rispetto al primo trimestre 2017 (12 per cento). Anche le aspettative sui ricavi sono aumentate: il 52 per cento delle imprese italiane è fiduciosa che aumenteranno, rispetto al 48 dello scorso trimestre e al 44 dell’anno precedente. Nonostante l’aumento dell’ottimismo, però, solo il 18 per cento delle imprese italiane si aspetta nuove assunzioni nei prossimi 12 mesi, dato in calo rispetto al quarto trimestre 2017 (28 per cento), anche se in leggero aumento rispetto a un anno fa (12). In aumento rispetto al trimestre scorso (44 per cento) anche le aspettative sugli investimenti in tecnologia, con il 50 per cento delle imprese italiane intervistate che si aspettano di effettuarli. Tra le principali iniziative di crescita che le imprese italiane si aspettano di intraprendere vi sono: incentivare la produttività (42 per cento), sviluppare nuovi prodotti e/o servizi (30), assumere talenti specializzati (28) ed espandere l’impresa all’estero (28).    

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