Non servono soldi, ma semplificazioni per dare slancio all'Immobiliare

Onelia Onorati

In un momento in cui gli investimenti potrebbero arrivare con facilità al sistema economico e produttivo italiano, rimangono diversi ostacoli da rimuovere per far ripartire l’industria immobiliare. Non si tratta solo di facilitare il business di pochi gruppi imprenditoriali, ma di promuovere progetti per il benessere dell’intera collettività, rigenerare le nostre città attraverso nuove infrastrutture, ammodernare palazzi obsoleti, mettere a reddito patrimoni, sostituire (quando necessario) edifici brutti e inutili. Ancora oggi, cahiers de doléances del sistema immobiliare rispetto alle istituzioni locali e nazionali sono essenzialmente burocrazia e fiscalità, due variabili che di fatto rallentano l’efficacia di progetti e strumenti finanziari che potrebbero invece contribuire alla crescita collettiva. Proprio l’urgenza di essere ascoltati è emersa mercoledì all’incontro “Re/I Meeting”, organizzato dall’associazione di settore Assoimmobiliare (con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri), nello spazio espositivo della fondazione Sorgente Group a Roma.

   

Gli imprenditori, all’unanimità, hanno rilevato che i grandi progetti di sviluppo immobiliare rimangono spesso impantanati nella scrivania dei tecnici comunali o vengono bloccati da infiniti veti incrociati, mettendo a repentaglio preziose occasioni di rilancio. Il dg di Assoimmobiliare, Paolo Crisafi, ha messo in luce il piano del governo per le periferie, che l’anno scorso stanziava 3,9 miliardi per 120 progetti, ricordando il difficile percorso per ottenere che i Piani individuali di risparmio (Pir) fossero aperti alle società immobiliari quotate. Ma, ha rilevato Crisafi, “c’è la necessità di un interlocutore unico nel pubblico che accorpi le competenze, al momento disperse in vari dicasteri”. Il prossimo obiettivo dell’Associazione sarà quello di continuare a sensibilizzare le forze di governo e di opposizione per vere e proprie politiche industriali immobiliari, lasciando da parte gli interventi spot. In particolare, ribadisce Crisafi, sono prioritari i temi della semplificazione delle normative di natura urbanistica e di rigenerazione.

  

Il presidente di Assoimmobiliare, Silvia Rovere, ha chiesto alla comunità immobiliare di battere il ferro della campagna elettorale finché sarà caldo, presentando alle istituzioni tre grandi ostacoli ai progetti di rigenerazione: i costi troppo alti delle bonifiche ambientali dei siti, la lentezza dei permessi a costruire e la necessità di un alleggerimento fiscale.

  

La risposta delle istituzioni è stata subito positiva: Alessandro Cattaneo, presidente di Federimmobiliare ed esponente di Forza Italia, ha riconosciuto che i continui controlli imposti per legge ostacolano i progetti nuovi, per un principio del “sospetto” che si interpone tra pubblico e privato, come Roberto Reggi, direttore del Demanio ed ex sindaco Pd di Piacenza, che ha condiviso l’esigenza di ripartire più uniformemente le competenze tra i ministeri per una regia politica unica. Lello Di Gioia, presidente della commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali, ha sottolineato il ruolo che i portafogli immobiliari hanno nell’assicurare stabilità ai rendimenti della Casse, che tra l’altro hanno ricominciato a investire nel settore dopo una stagione di riduzione degli impegni.

  

Dal punto di vista degli imprenditori, c’è chi ha rilevato l’insufficiente collaborazione degli enti locali, soprattutto nella Capitale, come Valter Mainetti, ceo di Sorgente Group che ha ospitato l’evento. “Auspichiamo che qualcosa cambi e che il dialogo tra immobiliare e istituzioni locali venga potenziato” – ha rilevato Mainetti. Carlo Alberto Puri Negri, presidente di Aedes SIIQ, ha sostenuto la necessità di un aggiornamento della normativa sulle società immobiliari quotate affinché possano recuperare i portafogli di proprietà dei fondi quotati che stanno per essere liquidati, cosa attualmente impossibile. Il dg della Cdp Investimenti Sgr, Marco Sangiorgio, ha parlato del suo impegno nel comitato per la Rigenerazione urbana nell’Associazione, per favorire il riuso delle aree dismesse. Ivano Ilardo, ad di BNP Paribas Reim Sgr, ha sollevato il problema di incentivare un mercato residenziale maturo: “Rappresenta gran parte della nostra industria e non rientra stabilmente nei piani di investimento degli operatori istituzionali per vincoli normativo/fiscali che spingono più alla compravendita che al mantenimento di immobili residenziali locati”. Infine, Emanuele Caniggia ha auspicato che la politica dia un indirizzo strategico per lo sviluppo complessivo delle città per canalizzare meglio le iniziative e gli investimenti.

  

Tutti suggerimenti che il Re/I Meeting metterà presto a disposizione dei politici. Tra i presenti: Stefano Cervone, consigliere delegato di Nova RE SIIQ Spa, Andrea Ferrazzi della Fondazione Patrimonio Comune/Anci, Elio Gasperoni, presidente IGD SIIQ, Roberto Busso, ad Gabetti Property Solutions, Mauro Corrada, managing director Reag-Dp, Roberto Fraticelli, presidente Comitato rapporti associazioni europee, Davide Albertini Petroni, presidente Comitato residenza, Mirko Annibali, presidente Comitato normativo e Marco Plazzotta, presidente Comitato investitori istituzionali.

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