Rigenerare le città fa bene alla salute

Onelia Onorati

Roma. I progetti di rigenerazione urbana, quelli che cambiano il volto di una piazza, di una via, di una periferia e in definitiva di una città funzionano se coinvolgono energie giovani, se attraggono l’interesse dei capitali privati, se la macchina amministrativa li accompagna senza intoppi, fino all’ultima “pietra”. Una ricetta di cui il paese – e Roma soprattutto – ha bisogno non solo per innescare ritorni economici ma anche per una questione di benessere mentale (e fisico) delle persone. 

 

Lo hanno sottolineato imprenditori, rappresentanti delle associazioni giovanili e cariche istituzionali ieri sera al convegno “Energie comuni per la rigenerazione urbana” organizzato dalla Consulta dei giovani imprenditori e professionisti Lazio e moderato dal direttore del Foglio, Claudio Cerasa.

 

“Sono quattro anni che combattiamo per trasformare la concezione della pubblica amministrazione da intralcio a motore per l’economia”, ha detto il ministro per la semplificazione Marianna Madia. Il ministro ha parlato della cosiddetta "legge Madia" che ha introdotto il silenzio-assenso tra amministrazioni, ma anche del rappresentante unico chiamato ad esprimere la posizione dell’amministrazione, del diritto alla trasparenza degli atti della Pa. 

 

Proprio quest’ultimo principio è alla base del “freedom of information act” che negli Stati Uniti rappresenta uno degli strumenti per capire se una data amministrazione locale è più o meno “business friendly”. In sostanza, secondo Madia, la politica deve rimuovere la cattiva fama delle città italiane – e soprattutto di Roma, dove il timore di dover affrontare la burocrazia e dinamiche di corruttela mette in fuga capitali e progetti. Il processo è iniziato, sempre che i governi a venire vorranno continuarlo. 

 

Lo stesso sforzo si riflette, sul fronte locale, nella recente legge regionale sulla rigenerazione urbana. Per l’Assessore alle Politiche del Territorio del Lazio Michele Civita, che ne è stato l’artefice, però, non è sufficiente fare le leggi: queste vanno poi recepite localmente con appositi regolamenti. Comunque, la Regione Lazio è stata tra le prime a occuparsi di recupero edilizio con la legge 7/2017, promuovendo la possibilità di cambi di destinazione d’uso degli edifici esistenti, ampliamenti del 20 per cento dei vecchi volumi e una serie di norme sulla ricostruzione nelle zone del terremoto.

 

L’idea di fare leva su singoli progetti di qualità per risollevare, con la collaborazione delle amministrazioni, l’area in cui si innestano, si sta trasformando in prassi virtuosa. L’amministratore delegato di Sorgente Group, Valter Mainetti, padrone di casa dell’evento in Galleria Alberto Sordi, parla dell’impegno del suo gruppo per riqualificare il Tridente romano, cuore di una Roma troppo turistica, oggi in fase di riscatto. “La nostra ristrutturazione del Palazzo del Tritone, sede del Gruppo Sorgente, dovrebbe integrarsi in un progetto di riqualificazione più ampio che coinvolga tutta l’area da Piazza Barberini a Largo Chigi”. Mainetti sta lavorando per un partenariato pubblico-privato che intervenga su uno dei quartiere più conosciuti di Roma. Così come si sta occupando dello storico Giardino degli Aranci, “adottato” nel 2015.

 

Un atteggiamento propositivo, quello dei privati, che riceve il plauso della politica. Il deputato  del Pd Lorenza Bonaccorsi è per una presa di coraggio da parte dei cittadini, che devono “sfidare” l’amministrazione con nuove idee. Anche la rigenerazione, insomma, deve essere creativa e cavalcare l’onda della cultura e della bellezza. Proprio un approccio fresco e nuovo alla città è quello richiesto ai giovani professionisti che vorranno concorrere per “Riqualifichiamo Roma – Crea uno Smart Space” proposto dalla Fondazione Almagià di Charis Goretti. Il concorso chiede progetti di micro architetture nelle piazze e strade realizzate da privati dove si potranno ospitare eventi culturali. La rigenerazione, tra l’altro, fa bene alla salute: come evidenzia Giuseppe Alessio Messano, Presidente Coordinamento Giovani Medici Italiani-Roma, vivere in aree verdi riduce il pericolo di diabete e di disturbi cardio vascolari.

 

A parlare di come riqualificare, in particolare, Viale Mazzini sono stati nella tavola rotonda finale Carlo Muratori, Presidente Associazione Giovani Costruttori Edili, Fausto Bianchi Presidente Giovani Unindustria e Paolo Clarizia, Presidente Associazione Giovani Avvocati Amministrativisti, Alessandro Zucconi, Presidente Giovani Federalberghi. “Pur di non fuggire dalla nostra città – ha chiosato Elisabetta Maggini della Consulta – ciascuno di noi deve impegnarsi in prima persona per migliorarla”. Non sono più i giovani a rincorrere il lavoro ma, al contrario, lo producono con le loro idee.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.