I primi effetti delle midterm

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Foto Ap via LaPresse

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Democratici americani vincenti e per tutti i gusti, ora in cerca di una linea appena appena comune per puntare alla presidenza. Qui in Italia diremmo che hanno vinto ma non hanno ancora un programma o ne hanno troppi. Il moderatismo, nella sua versione americana, sembra destinato a prevalere per la logica politica, magari grazie a qualche figura carismatica, in grado di tenere d’accordo tutti con la propria forza di convincimento.
Il lavoro al Senato servirà anche da esercizio di politica per provare a fondere visioni e riferimenti culturali e religiosi ben diversi. I repubblicani attaccano da subito e in modo insistente sul pericolo socialista e per i democratici sarà necessario liberarsi da questa etichetta. Il resto è malinconia trumpiana, con il suo dribbling della realtà e le sue pose da spaccone. 
Alla base della nostra sconfitta c’è la guerra scrive JD Vance riferendosi all’Iran in un post che merita di essere letto, se non altro perché ammette la sconfitta e ne cerca ragioni realistiche e non fantasiose. Sembra preludere al siluramento di Hegseth, ma questo è l’ultimo dei problemi. Va letto perché riconosce il cambio di orientamento di molti elettori repubblicani-trumpiani, e questa, nel giro del presidente, è un’eresia. Sembra un tentativo per avviare la propria candidatura e va dato atto di un certo coraggio di fronte a numeri proibitivi.

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Tanti personaggi si affacciano sulla scena politica americana, alcuni con ambizioni presidenziali (ovviamente non rivelate, ma leggibili nelle loro scelte pubbliche). James Talarico è uno di loro, con la vittoria in Texas che ha segnato un passaggio storico. Nel suo slogan elettorale esorta ad amare il prossimo. Vuole rompere le divisioni partitiche e fa appello allo spirito comunitario americano, non è detto che siano cose politicamente spendibili per la corsa verso Washington, ma non si può negare una certa originalità. Il pungolo per i democratici di un governatore intelligente e politicamente libero.

Fatto#2

Il Papa votante e il senso della comunità politica.

Fatto#3

Mercati finanziari ben felici della vittoria democratica.

Oggi in pillole

  • Attacco informatico anche contro gli apparecchi per la conservazione del sangue a temperatura fissa;
  • Lega in ebollizione, Salvini vuole mandare via il capogruppo al Senato, che è anche uno dei principali oppositori interni. Mentre prosegue il lavoro ai fianchi del ministro Giorgetti, rinnovando le richieste di interventi per anticipare le pensioni (provvedimento costosissimo);