di cosa parlare stasera a cena
La telefonata tra Putin e i leader di Finlandia e Norvegia
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
27 OTT 26

Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb (Foto LaPresse)
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Una telefonata tra Putin e i leader dei due paesi che più sono in contrasto strategico e politico con la Russia ha smosso le acque della diplomazia e ha anche contrariato altri leader europei, tra cui Meloni e la danese Frederiksen. Le intenzioni della sortita a due sono comprensibili, non c’è solo il lungo confine a rendere Finlandia e Norvegia molto attente alle questioni russe, c’è anche il ruolo personale di Stubb, capace di tenere aperta una finestra di dialogo con Trump, anche nei momenti più difficili.
In più c’è che la Norvegia è fuori dall’Ue, quindi aiuta, con il suo status, a rendere la missione meno impegnativa per tutti gli europei. In ogni caso, è comprensibile anche che Italia e Danimarca protestino, soprattutto perché, a quanto pare, i loro governi non erano stati informati. È interessante il punto di caduta delle obiezioni di Italia e Danimarca, perché consiste nella rivendicazione del ruolo dell’Ue nel confronto con la Russia e quindi in una petizione a favore dell’europeismo e della condivisione delle iniziative di politica estera, un tema che, ad esempio nella maggioranza italiana, non faceva parte della visione comune di alcuni partiti di governo. Ed è significativo che a essere contrariata, per essere stata completamente saltata, sia anche Kaja Kallas, cioè la figura istituzionale della politica estera europea, mentre Stubb e Store avrebbero avvisato del loro contatto con Putin solo il presidente del consiglio europeo Costa.
Stubb, dopo, ha sentito Zelensky.
Kallas ha partecipato a una riunione Nato, dove c’erano anche i ministri europei, tra cui Crosetto.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
In Israele tutti ai seggi, il risultato sarà comunque un trionfo della democrazia e della partecipazione. L’Affluenza segna massimi paragonabili a un altro di guerra, il 1973. Il risultato potrebbe sorprendere per la continuità nelle scelte strategiche, anche di fronte all’uscita di Netanyahu. Intanto, eccolo al voto con la moglie.
Tutti a votare sotto a un diluvio.
Il Likud chiede di allungare i tempi per il voto.
Fatto #2
Giorgetti e Meloni hanno concordato l’impostazione della manovra. Per ora sembra che abbia vinto il fronte a favore dei lavoratori che vogliono andare in pensione e ci sarebbe un miliardo per anticipare le uscite. La maggioranza avrebbe preferito usare questo fondo per favorire i pensionamenti anziché per ridurre le tasse a chi guadagna tra 50 e 60 mila euro annui, cioè la parte di popolazione lavorativa più colpita dal fisco in proporzione al reddito. Ci potrebbe essere, invece, una diminuzione apprezzabile delle tasse per i redditi bassi da lavoro dipendente con il taglio del prelievo sulla parte di retribuzione data con la tredicesima.
Fatto #3
Attenti a Ebola, la situazione è gravissima e potrebbe uscire dai confini delle zone endemiche e più colpite.
Oggi in pillole
- Salvini abbassa i toni contro l’Ucraina
- Landini vuole Lula tutto per sé
- Dov’è Bolsonaro?
- L’Egitto intimidisce le giornaliste con arresti e confische
- Ricercatori italiani hanno scavato sotto alla chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e hanno trovato segni di sepoltura che corrispondono al racconto biblico sulla sepoltura di Gesù
