di cosa parlare stasera a cena
Le non dimissioni di Merz
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
21 SET 26

Foto LaPresse
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Friedrich Merz non si dimette, intende andare avanti, dice, “per far funzionare la democrazia e per il futuro democratico della Germania”, quindi anche per metterla al riparo da sé stessa (operazione improba), evitando che scossoni emozionali e voti estremistici mettano a repentaglio il funzionamento del sistema politico. È una posizione corretta ma, come sempre accade con Merz, molto impopolare. Il cancelliere è un campione nel saper individuare i problemi e nell’indicare come affrontarli, ma è altrettanto dotato, per sua sfortuna, nell’arte di rendersi antipatico e di presentarsi come esponente dell’élite politica contro il popolo ignorante.
Merz proverà anche a rinnovare e sottoporre a verifica tutta la linea del partito e il modo in cui è gestito.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Il surreale (per colpa di Trump) dialogo a distanza tra Trump e Zelensky, in cui il presidente ucraino deve difendersi dall’accusa di colpire la produzione di gasolio in Russia e di far salire, così, il prezzo del carburante per i motori Diesel e far perdere a Trump le elezioni. Tutto assurdo, anche perché il gasolio russo, a essere un po’ precisini, sarebbe sotto sanzioni e quindi non si capisce bene in che modo possa influenzare il prezzo internazionale.
Fatto #2
I giornalisti americani sono in causa con Trump che li caccia dalla Casa Bianca. Mentre, per un contrasto che sembra appena appena più serio delle vicende dell’eroe pluripremiato Ranucci, gran parte delle testate sono pronte a boicottare la copertura giornalistica dell’attività presidenziale. È uno scontro senza precedenti tra stampa e presidenza.
Fatto #3
L’Iran mantiene e, anzi, accresce, il livello di contrasto agli Usa, il blocco navale non sta fermando il paese con la velocità sufficiente. Ora gli Usa minacciano il blocco dei voli iraniani in partenza e in arrivo da e verso gli aeroporti nazionale, aggiungendo il blocco aereo a quello navale.
Oggi in pillole
- Guido Crosetto, con l’Eni e con buone ragioni, contro la politica europea che rende troppo costosa la transizione energetica e danneggia il sistema produttivo in modo irreparabile
- In Russia si modellano i risultati elettorali a piacimento di Putin e si cancella l’opinione del fronte interno contrario alla guerra. Che potrebbe esprimersi, un giorno, in altri modi
- Il segretario al Tesoro americano, Scott Besent, dice che con la Cina va tutto bene
- Beppe Grillo non vuole lanciare nuovi partiti, così dice, anche se la sua creatura a 5 stelle è ormai normale e quindi, per lui, sembrerebbe di capire, una specie di fallimento
- Piano con i permessi al lavoro