Trump, la Russia e un nuovo schema per la Nato

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Immagine di Trump, la Russia e un nuovo schema per la Nato

Foto ANSA

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Pure nella confusione generale un po’ di punti importanti vengono chiariti, ribaditi o stabiliti dai paesi Nato. Donald Trump lancia un fuoco di sbarramento di scemate minacciose, ma poi, anche lui, mette in fila un po’ di cose giuste. Lo fa con la ripresa del confronto duro con l’Iran. Molti non saranno d’accordo, anche nelle nostre cene, ma aver lasciato a metà la guerra all’Iran era stato un errore e ora è saggio riprendere a esercitare pressione militare e pressione commerciale con il blocco navale. Al regime iraniano non deve essere lasciato tempo per riorganizzare le sue difese e per rimettere in piedi la sua rete internazionale, dal Libano e Gaza. Come raccomandava Israele già al momento del disimpegno americano, criticando le scelte fatte allora da Trump. Il presidente americano, poi, ha infilato un po’ di idee giuste anche verso l’Ucraina, con la promessa di dare la tecnologia per realizzare i Patriot e con la ripetizione dell’impegno a sostenere la resistenza all’aggressione russa.
Lo ha fatto parlando con Volodymyr Zelensky, in uno scambio di battute pubblico. E il presidente ucraino dà atto della condivisione di obiettivi con gli Usa e delle prospettive che apre.
Lasciamo stare i lapsus o chissà cosa in cui Trump chiama Zelensky “presidente Putin”.
E poi c’è la Nato e il suo documento conclusivo, firmato anche da Trump, in cui si parte dall’osservazione strategica più evidente e cioè che il pericolo per i paesi Nato viene principalmente dalla Russia. Con la necessità di riorganizzare l’alleanza sulla base del confronto con la Russia. Esattamente lo schema che la propaganda del Cremlino ha cercato per mesi di smontare e di minare.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
La posizione italiana e come Giorgia Meloni condivide la linea della Nato ma mantiene le distanze da Trump (per le note vicende).
Fatto #2
Intanto, come si diceva, riprende la guerra all’Iran. Con un’attenzione speciale nuovamente da dare alla stabilità interna del paese e cioè a come e se il regime riuscirà ancora a mantenere il controllo.
L’Iran ritenta la chiusura totale di Hormuz.
Fatto #3 
Come butta per la crescita economica (scontando i costi energetici).

Oggi in pillole

  • La città non conquistata dai russi
  • Le forze israeliane continuano a raggiungere e colpire tutti gli organizzatori e gli esecutori del massacro del 7 ottobre
  • Due candidati alle presidenziali sono troppi per la destra francese, Ora Marine Le Pen e Jordan Bardella si guardano con affetto e promettono di far fronte comune, ma non potrà durare molto
  • Come si fa a credere a uno schema di investimenti proposto da Mario Adinolfi?