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Il bivio di Trump sull'Iran
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
30 APR 26

Foto ANSA
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Mojtaba Khamenei, o chi scrive per lui e a suo nome, blocca in modo definitivo il tentativo di avviare una trattativa tra Iran e Usa. Dice che intende continuare a gestire, in senso proprietario, le acque dello Stretto di Hormuz e aggiunge che il posto per le truppe americane è in fondo al mare.
Donald Trump può scegliere se andare avanti con il blocco navale, che ha efficacia, o se tornare a colpire con l’aviazione e con i missili dalle navi. Intanto, la mette così.
Mentre le condizioni di vita in Iran rendono il quadro interno molto instabile.
Le tre "cose" principali
Fatto#1
La Russia sta perdendo tecnicamente la guerra in Ucraina e si attacca alle telefonate di conforto tra Putin e Trump.
E, ancora più di prima, la Russia usa attacchi di tipo terroristico per colpire i civili e spingere l’opinione pubblica verso una resa impossibile da ottenere con le armi.
Fatto#2
Giancarlo Giorgetti ormai specialista nelle analisi sulla finanza pubblica destinate ai suoi colleghi leghisti più che al resto del parlamento, è ai suoi, soprattutto, che deve far capire che l’enorme debito italiano è una bestiaccia con cui non si può scherzare e che solo l’appartenenza europea e (si spera) il ritorno a una crescita consistente possono tenerla a bada. Accetta e sottoscrive anche lui una specie di allegato al documento di finanza pubblica, una risoluzione votata dalla maggioranza, con cui si dà al governo la possibilità di attivare le clausole di salvaguardia, cioè interventi a tutela del bilancio italiano pienamente inseriti nelle regole europee. Dice Giorgetti che la crescita acquisita potrebbe portare a fine anno un discreto 0,7% di aumento del Pil a meno che non arrivi la recessione. Intanto il lavoro frena la sua spinta alla crescita.
Fatto#3
Il governo alle prese con il piano casa. Il progetto è concreto e potrebbe avere effetti anche sul mercato immobiliare nel senso più ampio. È, evidentemente, anche un tentativo per uscire dall’angolo politico in cui il governo è finito con il referendum e con una serie di scivolate successive.
Oggi in pillole
- Merz e Trump proprio non vanno d’accordo
- Israele blocca la Flotilla in acque internazionali per evitare rischi maggiori, non è nel suo diritto ma lo fa perché a bordo delle tante barche ci sono persone mosse da atteggiamento chiaramente ostile a Israele e l’intera operazione ha sospetti legami con i finanziatori di Hamas. A bordo non c’erano aiuti umanitari. Evidente l’intento puramente mediatico di tutta l’operazione Flotilla, la scelta di Israele poteva anche essere diversa, ma i controlli preventivi erano inevitabili di fronte a un consistente numero di navi in arrivo verso le coste di Gaza. Via terra, e passando quindi per altri paesi e non per Israele, non sarebbe consentito a nessuno di andare verso Gaza con intenti dichiaratamente destabilizzanti
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