Lo scontro tra il papato e l'impero

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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13 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:26 PM
Immagine di Lo scontro tra il papato e l'impero

Pope Leo XIV. Foto Ansa

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Il papato e l’impero, certo, ma poi fermiamoci con le suggestioni buone per avviare la conversazione a cena. Donald Trump non si regola, come dicono a Roma, tratta il papa come un suo ministro pescato da qualche giro marginale, si raffigura a immagine di Cristo. Insomma, un disastro. In cui si va a infilare pure la Repubblica islamica, per sfrugugliare i rapporti tra stato e chiesa dalle nostre parti (anche perché lì da loro c’è poco da sfrugugliare). Il papa ci sa fare e risponde a tonocon i famosi duemila anni di durata alle spalle. Finirà maluccio, la politica italiana si indigna, unendo cristiani, papalini osservanti, papalini opportunisti, laici spocchiosi, atei devoti, atei dubbiosi, atei farfalloni, atei rispettosi.

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Grande contentezza generale perché l’Ungheria ha scelto l’Europa. Il fatto è indiscutibile e teniamolo a mente quando sentiremo sparlare di analoghe scelte fatte dagli ucraini e da altri nel confine spurio con la Russia. Si spacca un po’ scioccamente il capello in quattro per dire che però Peter Magyar è sempre di destra. Non ha molto senso come distinzione e va ricordato che il suo partito aderisce ai popolari europei. E qui sta il punto interessante, perché la linea di destra, se volete chiamarla così, ma non putiniana (anzi, nemica dei putiniani), e ben inserita in Europa, rappresenta la tendenza più interessante sulla scena europea, andando ad accomunare Meloni, Merz, Tusk e ora anche Magyar (con la partecipazione straordinaria di von der Leyen). E l’attesa a Bruxelles.

Fatto#2

Non ce ne voglia il papa, ma il blocco del blocco (diversamente dalle stupide immagini blasfeme) è un’idea geniale, di cui va dato atto a Trump. Poi ci sarà bisogno di altre spiegazioni e di altre scelte, ma la decisione di non mollare sul ricatto navale è importantissima. E che, ovviamente, fa molto arrabbiare e preoccupare la Repubblica islamica, da cui arriva una versione peculiare del concetto di libertà di navigazione. Ma potrebbe riprendere la guerra guerreggiata.

Fatto#3

Il più simpatico e brillante di tutti è sempre Luigi Di Maio, che si diverte, mentre sovraintende al gas europeo (non) in arrivo dal Golfo, a cogliere nientemeno che Giuseppe Conte in flagrante invenzione politica.

Oggi in pillole

  • C’è un casello e uno paga (poi dice il pedaggio a Hormuz)
  • Sapete già tutto, ma ripeschiamo una bella foto di Jannik Sinner