di cosa parlare stasera a cena
Meloni tira dritto
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Foto ANSA
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Giorgia Meloni va avanti e scarta ogni idea di dimissioni e di elezioni anticipate (o di governi affidati ad altri).
Chi ha tempo può ascoltare l’intera informativa al Senato.
Il confronto con l’opposizione non aiuta a chiarire molte cose. C’è l’evidente intenzione di capitalizzare la vittoria referendaria o meglio di sfruttare la sconfitta della maggioranza, ma, a parte il comprensibile ma velleitario impegno di Matteo Renzi nella richiesta di dimissioni a causa della vittoria del No, non si vedono indicazioni sensate per dare uno sbocco politico al risultato del referendum e c’è da credere che nelle elezioni tra più o meno un anno e mezzo la giustizia sarà tornata a essere un tema come un altro, non in cima tra le questioni che orientano gli elettori.
Elly Schlein punta sui risultati economici, definiti molto scarsi se non proprio negativi (ma è vero che il tema della precarietà non sembra il più attuale, visti i risultati del mercato del lavoro).
A cena rubate la schematica e veloce lettura delle scelte meloniane fatta da Claudio Cerasa e potrete parlarne con tono informato.
Le tre "cose" principali
Fatto#1
La tregua sembra basata su condizioni che non si stanno verificando, sia per la sospensione del programma nucleare iraniano (con consegna dei materiali critici per la produzione di armi) sia per la garanzia di sicurezza per la navigazione. Lo dice la portavoce di Donald Trump, resta quindi uno spazio per correzioni direttamente dal presidente ma l’aria non sembra buona.
La minaccia alle navi resta intatta. Un esponente del regime iraniano ha parlato di presenza di mine nello stretto di Hormuz e della necessità, per i comandanti delle navi, di chiedere prima alle autorità iraniane indicazioni sulle rotte sicure. Un modo evidente per mantenere tutto il potenziale ricattatorio sul traffico navale, condizione non accettabile dal resto del mondo.
Kaja Kallas in missione per contro dell’Ue.
Fatto#2
Trump piuttosto pesante contro la disattenzione dei paesi Nato.
Ma la Nato dice che va tutto bene, anche se lo scambio di opinioni è franco.
Ma la richiesta di impegno per la sicurezza della navigazione nelle acque minacciate dall’Iran resta e diventa perentoria.
Fatto#3
La constatazione del fallimento della difesa del proprio paese da parte del governo libanese e del fallimento della missione Unifil.
Queste esplosioni riguardano depositi di armi e strutture logistiche sotterranee costruite serenamente negli anni da Hezbollah in Libano, senza controlli governativi e senza sanzione internazionale.
Il Libano va difeso dal trattamento coloniale che a esso riserva da anni l’Iran e questi giorni di terribili scontri tra esercito israeliano e miliziani di Hezbollah mostrano con chiarezza il ruolo di occupazione svolto in Libano dalle forze finanziate e sostenute da Teheran.
Oggi in pillole
- La commissione europea contro le spiate ungheresi a favore della Russia
- La vicenda pubblica, politica e giudiziaria di Tarik Ramadan
- La gigantesca sfida legale sui danni dei social (un nuovo capitolo)
- Jordan Bardella è fidanzato e nientemeno che con una erede dei Borbone delle Due Sicilie. In caso di vittoria della presidenza francese, il suo futuro matrimonio potrebbe risvegliare interessi francesi per l’Italia come non si vedevano dai tempi di Carlo VIII (ma per fortuna i tempi sono cambiati)