Sbloccare i fertilizzanti per evitare il disastro

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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2 APR 26
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Foto ANSA

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C’è un tentativo, diplomatico e politico, di ottenere la ripresa della libertà di navigazione (cioè la fine o almeno la sospensione del ricatto iraniano) nello stretto di Hormuz. Ci sono tutti i paesi industrializzati, tranne gli Usa, cioè tranne i belligeranti. Invitata anche l’india. È un modo per separare, con un po’ di astuzia, le varie questioni, dicendo che la guerra va avanti oppure finisce (secondo quanto decidono i vari schieramenti) ma che, in base a tutt’altra logica internazionale, le navi devono comunque riprendere a muoversi. L’Italia è pienamente in questo schieramento, con un’attenzione speciale per una questione apparentemente minore, ma in realtà vitale per il mondo intero. Tra i prodotti bloccati ci sono i fertilizzanti necessari per avviare la stagione agricola, senza i quali il mondo soffrirà una terribile carestia. E se il petrolio è sostituibile o finisce per imporre solo sacrifici economici, la produzione agroalimentare non può essere compressa senza un disastro umanitario.
Tutto molto ragionevole, ma l’efficacia dell’accordo non può essere misurata solo sulla eliminazione della minaccia imminente contro il traffico di navi in acque internazionali ma sul prezzo che si paga a un regime ricattatore. Il punto, insomma, è capire come, cosa e quanto si possa cedere a un regime pericoloso per il suo popolo, per i paesi dell’area e per il mondo. Perché questo è il modo in cui i leader iraniani intendono usare il potere di colpire le navi in acque internazionali.

Le tre "cose" principali

Fatto#1

Anche perché Trump confonde molto le cose, parlando di missione in Iran destinata a finire tra poco e di vittoria già conseguita (che non è vero in termini strategici).
A proposito, la violenza contro ogni espressione di libertà in Iran continua, senza segni di indebolimento nella capacità repressiva del regime ma anche senza rilevanti prese di posizione dalla società iraniana.

Fatto#2

Imbroglietti giornalistici di cui tenere conto e di cui parlare a cena (se avete voglia di litigare da posizioni di minoranza).

Fatto#3

Si apre, con il vantaggio di ripartire praticamente da zero, la nuova stagione del calcio italiano. Oggi si è dimesso Gabriele Gravina, il prossimo presidente dovrà avere idee, buona volontà e polso.
E le dimissioni ben spiegate di Gianluigi Buffon.

Oggi in pillole

  • Ieri non ci abbiamo pensato, eppure a cena se ne è parlato, ma sembra che la questione resterà tutta nella sfera privata del ministro Piantedosi, che non sembra né preso di sorpresa né intenzionato a negare
  • Osservato speciale, Petèr Magyar, che può cambiare il corso delle cose europee vincendo in Ungheria
  • Telefonate che hanno effetto sul prezzo del petrolio
  • Tra una riunione e l’altra Emmanuel Macron risponde agli insulti di Donald Trump col tono giusto, quello che si userebbe per essere comprensivi verso chi non capisce bene cosa sta facendo o dicendo
  • Qualche miglioramento nelle statistiche italiane sulla povertà