Il 25 aprile festeggiamo la fine di una prigione morale e politica

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
25 APR 24
Ultimo aggiornamento: 16:32
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Inutile perdersi nelle liti con chi cerca rogna, in chi approfitta del 25 aprile per trasformarlo in una grottesca operazione antisemita e di contrasto a Israele. Tempo sprecato anche quello dedicato a cercare la sfumatura di maggiore efficacia nelle parole di condanna del fascismo o di esaltazione della vittoria democratica. Il fascismo è stato una non-ideologia, è stato la negazione della democrazia, dei suoi riti (prima irrisi, non solo dai fascisti, e poi vietati dai fascisti), dei suoi progressi e dei suoi impacci. Ed è stato la negazione della libertà, dell’espressione libera del pensiero e della formazione libera di associazioni, del lavoro come strumento di promozione e del mercato come luogo in cui far competere libera iniziativa e nuove idee. Il fascismo nasceva dall’odio per tutte queste splendide conquiste della modernità, cui non aveva, però, nulla da contrapporre, né aveva nulla con cui sostituirle. E la vita pubblica e quella privata delle persone finirono irregimentate in un tetro statalismo, nell’etica controllata dal potere, nell’obbedienza non intelligente, nel conformismo. Il 25 aprile festeggiamo la fine di quella prigione morale e politica

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Fatto #2

Fatto #3

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