Perché il silenzio di Meloni sul raduno dell'ultradestra dovrebbe preoccupare Salvini

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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4 DEC 23
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(foto Ansa)

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Matteo Salvini spara bordate polemiche contro l’Ue e contro la presidente della commissione Ursula von der Leyen ma ottiene solo la risposta del partito più proporzionalmente vicino al suo peso politico e cioè Forza Italia. Succede, insomma, che un grande progetto di rovesciamento degli equilibri politici europei non sia preso sul serio da nessuno o che venga ignorato, come fa la premier. È chiaro che Salvini e i suoi accoliti della riunione fiorentina hanno intenzioni pericolose per la stessa tenuta dell’Ue e che alcuni dei partiti europei collegati all’iniziativa sono in crescita elettorale, ma le loro scelte li pongono in un’area rumorosa ma poco operosa. Portarsi sul palco qualche estremista tedesco o ungherese fa molto colore, e spaventa, ammettiamolo. Ma la risposta della politica europea responsabile è, appunto, proporzionata e quindi lasciata all’altro junior partner della compagine di governo in Italia. E da Forza Italia, va riconosciuto, sono arrivate anche parole nette sulla deriva salviniana. “Gli alleati della Lega sono incompatibili con noi”, ha detto Giorgio Mulè, di solito specialista in distinguo verso FdI. Il silenzio di Giorgia Meloni è quasi più pesante dell’incompatibilità dichiarata dal partito erede del berlusconismo.

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